ESCLUSIVA MN - Fallisi (Gazzetta): "Vorrei rivedere Paquetà trequartista. Futuro Gattuso? La Champions cambia tutto..."

di Thomas Rolfi
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La redazione di MilanNews.it ha contattato Marco Fallisi. Con il giornalista della Gazzetta dello Sport abbiamo parlato del pareggio del Milan a Parma in vista della settimana decisiva appena iniziata, delle responsabilità di Gattuso nella situazione attuale e del futuro del tecnico rossonero in caso di qualificazione alla prossima Champions League

Ennesimo passo falso della stagione per il Milan, che non approfitta delle mancate vittorie delle romane.
"Il Milan sta approfittando di una situazione particolare, perchè se pensiamo che l'anno scorso Lazio e Roma erano terze a pari merito con 8 punti in più dei punti conquistati dai rossoneri quest'anno, capiamo la particolarità di questa stagione. Il Milan deve assolutamente sfruttare questa situazione, che resta d'allarme. C'è da cambiare passo, a partire da mercoledì con la Lazio, in cui ci si gioca l'accesso ad una finale, e poi domenica contro il Torino, partita che il Milan deve assolutamente vincere, anche perchè è uno scontro diretto".

Per stessa ammissione di Gattuso, il Milan del primo tempo di Parma ha sbagliato l'approccio alla gara. Che spiegazione si è dato?
"E' un Milan, secondo me, stanco a livello mentale. I rossoneri sono al quarto posto da qualche mese ormai, ma non sono mai riusciti a prendere vantaggio sulle inseguitrici e hanno pagato questa situazione di perenne equilibrio. Nonostante Gattuso lo neghi, poi, per me c'è anche una questione di condizione fisica. Nel primo tempo a Parma sembrava che le squadre andassero a due velocità diverse. Tanto è vero che Gattuso ha iniziato a fare dei cambi dall'inizio, togliendo Musacchio, sostituito brillantemente da Zapata. Il limite del Milan non è nulla di nuovo rispetto a quello mostrato spesso durante il resto della stagione. E' un difetto quasi strutturale della squadra quello di regalare dei tempi o sbagliare approccio ed è dato, secondo me, dalla poca esperienza dei giocatori, poco abituati a giocare per certi traguardi. E' un difetto assolutamente da correggere al più presto, altrimenti fatico ad immaginare un Milan al quarto posto".

Una sola vittoria nelle ultime sei partite di campionato. Quanta responsabilità ha Gattuso in questa situazione?
"Più che altro penso sia una questione di piccoli cicli nel corso di una stagione, che tutte le squadre vivono. Continuo a pensare che Gattuso abbia fatto un grandissimo lavoro con il Milan, prendendo una squadra in corsa - la cui ossatura era sostanzialmente quella attuale - e compattando il gruppo, riportando la mentalità da squadra che deve vincere. Quello che ha perso la squadra, invece, è un po' la solidità in fase difensiva, che era sì merito di Gattuso, ma anche dello stesso gruppo. Poi l'assenza di Paquetà penso abbia inciso non poco, perchè in una squadra che fatica a trovare idee e a giocare in maniera fluida, con tanti uomini in calo come Suso e Calhanoglu, il brasiliano era il giocatore ideale non solo per fantasia, ma anche per la sostanza. Peraltro Paquetà aveva fatto anche un upgrade, perchè era stato spostato a ridosso delle punte, come piace a lui. Non è un caso, infatti, che il brasiliano tendesse spesso ad andare in quella posizione anche nel ruolo di mezzala".

A proposito di Paquetà, a Parma è rimasto in panchina, ma potrebbe tornare con la Lazio o, al più tardi, contro il Torino. In quale posizione lo vede meglio?
"Sarebbe interessante rivederlo dal primo minuto dietro le punte. Mi piacerebbe che Gattuso tentasse l'esperimento dall'inizio, a prescindere che sia con i due trequartisti e una punta o viceversa. Piatek non può risolvere sempre la situazione da solo, a Parma era l'unico a riempire l'area, anche perchè sono mancati gli inserimenti dei centrocampisti".

Nonostante le smentite di rito delle parti in causa, non è un segreto che i rapporti tra Gattuso e Leonardo non siano propriamente idilliaci. Con la Champions League è possibile vedere Rino sulla panchina rossonera anche nella prossima stagione?
"Io penso di sì, perchè la Champions cambia tutto, non solo per i conti del Milan o per il prestigio. La Champions cambia per il futuro dei giocatori e anche per quello di un allenatore. Non è così scontato, a mio avviso, che Rino e il Milan si separino in caso di quarto posto, anche se qualche settimana fa Gattuso aveva detto che a fine stagione avrebbe spiegato il suo pensiero sul proprio futuro, lasciando intendere che una decisione l'avesse già presa. La partecipazione alla Champions League può anche far rivalutare eventuali scelte già prese. Con il quarto posto conquistato, sarebbe anche inattaccabile e sarebbe un peccato non vedere il Milan nella massima competizione europea guidato dal tecnico che l'ha riportato lì dopo anni. In caso contrario, invece, fatico ad immaginarmi che si vada avanti con Gattuso, perchè in Italia a pagare è sempre l'allenatore".


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