MN - André Cruz: "Le scuole calcio insegnino la tecnica. Si è perso il talento pure in Brasile"

Napoli-Milan ci dà l'occasione di fare un tuffo nel passato, con i tanti doppi ex che hanno vestito la maglia azzurra e quella rossonera. Tra essi André Cruz, difensore che nella nostra Serie A si fece apprezzare per la sua abilità sui calci piazzati. Arrivò nel Milan nell'estate del 1997 proprio dal Napoli (via Inter, che aveva inizialmente acquistato il suo cartellino, salvo poi scambiarlo con Francesco Moriero).
Di seguito un estratto dell'intervista rilasciata a MilanNews.it (LEGGI QUI L'INTERVISTA COMPLETA)
Sei stato un grande specialista delle punizioni, come hai affinato questa tecnica?
"Giocavo a calcio giorno e notte. Anche a casa tiravo il pallone contro il muro. E poi c'era un gioco che facevo da bambino e che era popolare in Brasile: 2 vanno in porta e due devono calciare, se mandi la palla sulla traversa e poi in rete prendevi 3 punti. Tenta oggi, tenta domani ho affinato la mia tecnica. Quando poi ho iniziato a giocare a calcio mi allenavo ogni giorno, mi fermavo anche dopo allenamento per calciare le punizioni. Ricordo a Napoli, l'allenatore mi guardava incredulo perché volevo proseguire anche dopo la sessione. Mi diceva: 'Sei matto?'. Al primo anno ho fatto 7 reti, la maggioranza su calcio piazzato".
Anche in Brasile il tema dei bambini che non giocano per strada è di moda
"E infatti la nazionale brasiliana è figlia dei tempi, non c'è più quella qualità che potevi vedere fino al 2010. Neymar è l'ultimo fuoriclasse che abbiamo".
Endrick non ti piace?
"Buon giocatore, non al livello di Neymar e di Ronaldo, il Fenomeno".
Colpa anche delle scuole calcio?
"Sicuramente, perché dagli 8 ai 14 anni dovresti pensare ad allenare la tecnica e basta. Il resto dopo, ma prima servono fondamentali come l'abilità nel controllo palla, nel passaggio corto e lungo. Tutte cose che non vedo".

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