"Sono un giocatore del Milan". André Silva, l'anticamera di un ritorno dopo un'annata dai due volti

di Matteo Calcagni
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In mezzo al turbinio di voci che sta investendo il Milan, tra futuri in bilico, tecnici e dirigenziali, una delle poche certezze è il ritorno alla base di André Silva, investito da una vera bufera a Siviglia. L'allenatore Caparros si è scagliato pubblicamente contro il portoghese, pronunciando accuse pesanti nei confronti del classe '95: "Infortunato? Non siamo mica stupidi. André Silva non giocherà ed è un caso di cui bisogna parlare per il bene del calcio". Non ha tardato la risposta del calciatore, che ha risposto per difendersi dalle gravi accuse del tecnico: "Ovviamente non fingo di essere infortunato, ho la coscienza a posto. Certe insinuazioni mi rendono triste. Non tollero che mi venga puntato il dito contro e che si dica che non ho voglia di lavorare. Il mio futuro? Sono un giocatore del Milan".

RITORNO ALLA BASE - Un giocatore del Milan. Così si è definito André Silva, anticipando quello che appare ormai scontato: il mancato riscatto da parte del Siviglia. Dopo i primi mesi, decisamente di alto livello, sembrava altamente probabile che il club andaluso versasse i 39 milioni ai rossoneri, tanto che qualcuno, in Italia, si stava iniziando a mangiare le mani visto quanto mostrato in Liga dal giovane centravanti. Poi cos'è accaduto? I gol sono diminuiti, fino ad arrestarsi, e anche le presenze da titolare si sono ridotte mano a mano, fino alle recenti polemiche che hanno sostanzialmente messo la parola fine al rapporto Silva-Siviglia. Eppure il ragazzo aveva realizzato nove gol da agosto a dicembre (11 quelli finali), non pochi per un giovane attaccante in un campionato importante.

CHE FUTURO? - Al Milan avrebbero certamente fatto comodo i 39 milioni del riscatto, ma non tutti i "mali" vengono per nuocere. André Silva, seppur ancora da rodare, ha dimostrato di saper segnare e potrebbe essere utile anche nel caso di permanenza in rossonero. E' probabile che si cerchi nuovamente un ulteriore trasferimento, ma in un'estate di semi rivoluzione tecnica come quella a cui ci apprestiamo, non è da escludere che il nativo di Baguim do Monte possa trovare spazio. Il portoghese sarebbe certamente più adattabile di Piatek e Cutrone in caso di schieramento a due punte, quasi mai utilizzato in questa stagione a causa dell'assenza di alternative in panchina. Inoltre, con la probabile partecipazione ad una coppa europea, due centravanti potrebbero essere pochi. Se le porte girevoli si dovessero fermare il Milan guadagnerebbe un giocatore non ancora completamente bocciabile.


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