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Milan, con Pioli il gioco è di un altro livello. Ma serve chi la butti dentro

di Pascal Desiato
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Un Milan che con il successo di Parma sta provando a rilanciarsi in campionato dopo le ultime uscite poco fortunate. Certamente quello che si nota maggiormente è il gioco espresso dalla squadra, tanti passaggi, possesso palla sempre più in crescita e soprattutto i tiri in porta che nella vittoria di ieri hanno toccato quota 19 la più alta da inizio stagione. Certo il Milan di Pioli non brilla per punti conquistati, solo 8 in 7 partite, ma su una cosa mette d'accordo tutti tra addetti ai lavori e tifosi, ossia il fraseggio in campo cosa che con Giampaolo dispiace dirlo era sempre meno visibile con anzi la sensazione, in alcuni giocatori, di assoluta assenza e disposizione tattica. Un percorso quello del nuovo tecnico che lo ha visto di fronte a squadre come Lazio, Roma e Juventus che al momento sembrano essere più attrezzate del suo Milan, ma in particolare contro la squadra di Sarri si è vista una nuova visione collettiva che sta portando a una netta inversione di rotta. 

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POCHI GOL - Purtroppo dal punto di vista delle marcature resta il vuoto colmato da Piatek fermo a sole 3 reti, di cui 2 su rigore, con Leao rimasto al palo dopo la rete contro la Fiorentina e Suso a segno contro la Spal, per non parlare di Rebic che certamente ha avuto un minutaggio minore ma che sta dimostrando di non essere al momento utile alla causa. Per questo da qualche settimana la società si sta muovendo, anche proprio su richiesta di Pioli, nella direzione di provare a prendere un centravanti esperto che sia Ibrahimovic, Mandzukic o Giroud, per provare a sbloccare la situazione che al momento vede Theo Hernandez cannoniere della squadra. Una punta che oltre a migliorare il gioco possa permettere anche nelle partite più complicate di sbloccare quella cosa fondamentale che al momento manca, ossia le reti degli attaccanti.

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