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Il monte ingaggi vera spada di Damocle del Milan attuale. E il problema non sono i big...

di Matteo Calcagni
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Il bilancio 2018/19 ha creato molto scalpore per il rosso, pesante, che il Milan sta continuando a portarsi dietro. Le perdite invece di diminuire sono aumentate, a differenza di quello che in tanti si aspettavano. Elliott ha speso tanto in quest'ultimo anno ma i ricavi, ad oggi, sono rimasti più o meno gli stessi degli esercizi precedenti. In attesa del nuovo stadio, dunque, l'unica possibilità per il Diavolo è lavorare meglio in campagna acquisti/cessioni, effettuando plusvalenze e, soprattutto, abbassando il monte ingaggi. 

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IL PESO DEGLI INGAGGI - Il dato degli stipendi della squadra (125 milioni al 30 giugno 2019) è troppo alto per un club che ottiene "solo" 241 milioni di ricavi. Ed è chiaro che quest'ultima cifra potrà alzarsi soltanto col ritorno in Champions e la costruzione del nuovo stadio. Fino a che non saranno raggiunti questi obiettivi la dirigenza rossonera dovrà essere più brava a gestire il parco giocatori, limitando gli emolumenti soprattutto per quei calciatori che non partono come titolarissimi. Sarebbe semplice cedere Donnarumma, fare plusvalenza e risparmiare i 12 milioni lordi, ma la realtà è che nella rosa milanista ci sono tanti giocatori che, da riserve, guadagnano cifre francamente eccessive rispetto ai conti della società.

CAMBIARE ROTTA - Da diverse stagioni a questa parte vediamo che i vari Milan si costruiscono con un undici titolare piuttosto definito, alcune riserve che accumulano un discreto minutaggio ed altri giocatori che non vedono quasi mai il campo. Un meccanismo che è stato sicuramente ereditato dal passato ma che dovrà al più presto cambiare se si vorranno raggiungere dei risultati. E' inevitabile che i più forti, e più decisivi, dovranno ricevere stipendi congrui al loro valore, ma dedicare milioni su milioni ai "panchinari" non fa altro che caricare il monte ingaggi e, di conseguenza, rendere più complicato l'acquisto di nuovi giocatori. Non sarà un percorso immediato, ma bisognerà cambiare rotta al più presto per provare a seguire l'esempio di altri club (vedi il Napoli) che riescono a stare davanti al Milan spendendo molto meno per gli stipendi.


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