TMW - Provvidenza Suso, Betis-Milan finisce 1-1. Qualificazione ancora in bilico

di Daniele Castagna
Fonte: di Mocciaro per tuttomercatoweb.com
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Finisce 1-1 tra Betis e Milan, pari da non buttare per i rossoneri dopo le sofferenze dei primi 45 minuti.

TEGOLA BIGLIA - A mezz'ora dall'inizio della partita arriva una doccia gelata: Lucas Biglia, operato oggi in Finlandia, dovrà stare fermo per 4 mesi. Togliendo a Gattuso l'unico giocatore imprescindibile, per ordine ed equilibrio alla squadra. E il centrocampo urge di rinforzi a gennaio.

RIPOSA ROMAGNOLI - Con le assenze di Conti, Caldara, Biglia, Bonaventura, Higuain e Castillejo il tecnico Gattuso non può certo permettersi il turnover. Con la Juventus alle porte, però, qualche modifica viene apportata e il sacrificato è ilm salvatore della patria delle ultime due partite: Alessio Romagnoli siede in panchina. Il capitano, ad eccezione della sfida contro il Chievo saltata per infortunio, aveva sempre giocato. Spazio al 3-5-2, già visto nel recupero contro il Genoa. Per gli interpreti in campo però sembra più un 4-2-3-1 con Suso a supporto dell'unica punta Cutrone, Calhanoglu e Laxalt più avanzati e Borini a fare il terzino in fase di non possesso. Quique Setién rispetta la sua politica del turnover fin qui vista in questa stagione, facendo riposare Sidnei e Guardado, proponendo vecchie conoscenze della Serie A come Feddal, Tello e Joaquin. Quest'ultimo nella sfida di domenica scorsa contro il Celta aveva tagliato le 800 partite con la maglia del Betis.

DOMINIO BIANCOVERDE - Solo ed esclusivamente Betis nella prima frazione di gara. Merito anche di una partenza arrembante degli uomini di Quique Setién che trovano il gol dopo soli 12 minuti. Lo Celso, già giustiziere dei rossoneri nella parita d'andata, colpisce al termine di una bella azione corale degli andalusi iniziata con Joaquin, proseguita con Firpo che dalla sinistra ha messo un bel pallone a centro area a trovare l'argentino, più lesto a colpire dei difensori del Milan e superare Reina. La rete viene pesantemente accusata dalla squadra di Gattuso, già ritrovatasi in un'atmosfera bollente preparata dal passionale pubblico del "Benito Villamarin". Pau Lopez rimane pressoché inoperoso per tutto il tempo mentre è il Betis a sfiorare in un paio di occasioni il raddoppio, sempre puntando Borini e mettendo palloni pericolosissimi a centro area che però Sanabria non sfrutta. E non è un caso se in 12 partite fin qui giocate abbia segnato solamente 2 reti. Il 3-5-2 del Milan non va: con Suso non a suo agio nel ruolo di seconda punta, gli esterni mai ad affondare e un centrocampo che non ha fornito alcun pallone a Cutrone.

PROVVIDENZA SUSO - Serve una svolta e nonostante gli undici rimangano quelli del primo tempo, il Milan che torna dagli spogliatoi ha un altro piglio. E un altro modulo: 3-4-3 con Suso allargato e Calhanoglu avanzato. È proprio l'andaluso, che sente aria di derby, a suonare la carica. Largo a destra si sente maggiormente ad agio e si vede: prende palla, affonda, tira in porta. È il primo a impegnare Pau Lopez, costringendolo all'angolo. Poi lo beffa direttamente su calcio di punizione. È il 63' e il risultato è di 1-1. Cambia tutta la prospettiva, anche per il discorso qualificazione, e i rossoneri guadagnano metri pur senza mai più impensierire realmente il portiere. È ancora il Betis, al contrario ad avere due palle gol: la prima per un errato disimpegno di Reina che quasi porta Guardado (entrato da qualche minuto) a segnare. Poi lo stesso portiere si riscatta con una grande parata su Tello. Nel mezzo un brutto infortunio accorso a Musacchio: un violento scontro fortuito con Kessié ammutolisce lo stadio e lo costringe a uscire in barella. E visto che c'è ancora spazio in infermeria a un minuto dalla fine si fa male pure Calhanoglu.

QUALIFICAZIONE IN BILICO - Il pari finale va decisamente meglio al Betis, ancora primo e con lo scontro diretto contro l'Olympiacos da giocare in casa, prima della sfida contro il Dudelange. Il destino del Milan è ancora nelle proprie mani, a patto che il 29 novembre venga chiusa la pratica lussemburghese, prima dell'inferno del "Karaiskakis" di Atene.


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