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Le grandi trattative del Milan - Gennaio 2013, Balo is back e corona il suo sogno

di Pietro Andrigo
Fonte: tuttomercatoweb.com
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Al termine del campionato 2011-12, il Milan si trova con uno scudetto in meno – vinto alla prima Juventus di Antonio Conte – e depauperato di tantissimi giocatori che hanno fatto la storia. Le cessioni più dolorose, sull’altare del bilancio, sono quelle di Zlatan Ibrahimovic e Thiago Silva, ceduti entrambi al PSG per un incasso complessivo di 68 milioni più bonus. L’estate è durissima, anche perché non ci sono colpi di grande rilievo e gli acquisti di Pazzini (scambio con Cassano) e De Jong non scaldano l’ambiente, che continua a chiedere la testa di Galliani alla presidenza, senza però sapere che è mamma Fininvest che ha chiuso i rubinetti. 

Max Allegri, che aveva chiesto Dzeko, si ritrova con un attacco formato da Pazzini, El Shaarawy, l’acerbo Niang, Bojan Krkic che arriva in prestito dal Barcellona, Pato e Robinho. Numericamente ci siamo, ma la squadra fa fatica a ingranare, anche perché hanno lasciato diversi senatori dello spogliatoio e ci sono nuovi equilibri da sistemare. Tuttavia, tra novembre e dicembre, Allegri rimette in carreggiata la squadra superando per due volte la buriana dell’esonero.

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Arriva il mercato di gennaio ed è evidente come il solo Pazzini non sia sufficiente per reggere il peso dell’attacco milanista mentre la vena realizzativa di Stephan El Shaarawy non potrà durare in eterno. Serve un’occasione e se Tevez non è più prendibile dopo il naufragio dell’anno prima, ecco che sempre da Manchester, sponda City, arriva l’intuizione. Mario Balotelli non trova spazio, si è reso protagonista di una serie di Balotellate e arriva anche a litigare con Roberto Mancini, che lo aveva voluto fortemente ai Citizens. La lite con il Mancio è la goccia che fa traboccare il vaso e, di conseguenza, crollare il prezzo.

Galliani, spalleggiato da Mino Raiola, tratta con il City e chiude per 20 milioni più tre di bonus. Il suo arrivo a Milano è trionfale. Fuori da “Giannino” viene accolto da almeno 1000 tifosi rossoneri, che lo fanno saltare in diretta televisiva sulle note di “Chi non salta nerazzurro è”. Il suo approdo sarà fondamentale, perché con 12 gol in 13 partite aiuta il Milan ad arrivare terzo e a conquistare la qualificazione ai play-off di Champions League. 

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