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L’uomo che non ti aspetti: Ciprian Tatarusanu, il rumeno non parava un rigore da due anni

di Redazione MilanNews
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© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Milan-Torino Parte II ha consegnato ai rossoneri l’accesso ai Quarti di finale di Coppa Italia, dopo 120 minuti e 10 calci di rigore. La rivincita della sfida di sabato è stata molto diversa dalla gara di campionato: il Diavolo ha fatto comunque la partita ma senza trovare la via del gol, il Toro invece si è ritirato nella trincea della propria area di rigore, difendendosi con spirito di sacrificio ma anche un po’ di fortuna. 0-0 dopo 90’ e 120’, poi i rigori. La sensazione è che la stagione passata il Milan questa partita l’avrebbe persa, troppa poca forza psicologica prima ancora che tecnica. Ma questa squadra è cresciuta sotto tutti i punti di vista, dimostrando in più occasioni – la rocambolesca sfida con il Rio Ave è un esempio – di avere carattere e fiducia nei propri mezzi, e alla fine è uscita vincitrice. Rigoristi rossoneri perfetti, ma a regalare il successo al Diavolo è stato Ciprian Tatarusanu. L’uomo che non ti aspetti, il più “vecchio” milanista in campo alla fine dei tempi supplementari.

INIZIO HORROR L’acquisto di Tatarusanu di quest’estate è stato uno dei pochi movimenti della dirigenza rossonera. Mezzo milione per un portiere di riserva, dalla grande esperienza ma un passato non particolarmente esaltante: non è stato certo uno di quei colpi che infiammano gli animi dei tifosi. Ciprian è arrivato in punta di piedi, unendosi ad Ibra e Kjaer nel gruppo degli “Old boys” rossoneri. L’esordio con la nuova maglia non ha tardato ad arrivare, quando alla vigilia della gara contro la Roma Donnarumma è risultato positivo al tampone per il Covid. Ma il rumeno, proiettato subito tra i pali, è stato protagonista di un inizio shock, uscendo a vuoto su Dzeko. La serata storta per Ciprian è continuata, con tanti interventi goffi e 3 gol subiti: pioggia di critiche. Fortunatamente Gigio è guarito subito, e Tatarusanu non ha avuto la possibilità di riscattare subito la brutta prova fornita contro i Giallorossi.

SEGNALI DI SICUREZZA Ciprian non si è lasciato scoragggiare, ed ha continuato a lavorare per farsi trovare pronto se fosse giunta un’altra chance. E l’opportunità è arrivata in Europa League, nell’ultima gara del girone con lo Sparta Praga: con il Milan già qualificato, Pioli ha deciso di dare spazio alle seconda linee. Una mossa audace, che ha permesso ai titolarissimi di rifiatare, ma il Diavolo ha ottenuto comunque la vittoria e il primo posto nel girone. Ed a salvaguardare il primato ci ha pensato proprio il rumeno con i guantoni, che con un intervento miracoloso a tempo scaduto ha mantenuto la porta inviolata. A spazzare via le critiche. Clean sheet che sta diventando normalità per Tatarusanu, che anche contro il Toro in Coppa Italia ha chiuso la saracinesca per 120 minuti. Infine, con il rigore neutralizzato a Rincon ha mandato il Milan ai Quarti di finale.

IL RAPPORTO CON I RIGORI Intervento fondamentale, anche se Tatarusanu non è mai stato un para-rigori. Sui 56 totali affrontati, il rumeno ne ha neutralizzati solo 9 tra club e Nazionale, subendo gol in 47 occasioni. Tuttavia il portierone di Bucarest si è tolto delle soddisfazioni importanti dagli undici metri. Una fra tutte rappresentata dall’ultimo tiro dal dischetto neutralizzato, risalente a due anni fa: con la maglia del Nantes, ha respinto la conclusione di un certo Kylian Mbappé. E l’unico rigore neutralizzato in Serie A era arrivato di nuovo conto il Torino, quando vinse la sfida personale con Belotti. Rigori mai banali. Contro Rincon Tatarusanu ha parato il suo primo rigore in rossonero, e chissà che possa non essere l’ultimo, visto che presto tornerà in campo titolare. Precisamente giovedì 21 dicembre, quando, con Gigio squalificato, avrà la possibilità di mettersi in mostra nel primo Quarto di finale della Coppa Italia.

Giovanni Picchi

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