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Uefa: gennaio, capolavoro Milan. Rino: nonostante tutto. Plusvalenze: le vere prese in giro

di Mauro Suma
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Stiamo sognando un mondo diverso. Un mondo in cui se i portavoce mediatici della Uefa parlano con la Uefa, non stiano solo ad ascoltare ma abbiano anche competenze e conoscenze per ribattere. Perchè è francamente brutto che ogni sussurro della Uefa sia trasformato poi sui giornali, senza colpo ferire e senza alcun tipo di dialettica, in un fulmine da far cadere sugli spaventatissimi milioni di tifosi rossoneri. Diamo corpo al sogno: se la Uefa, caro collega, ti dice che è irritata per il mercato di gennaio del Milan, ti sta parlando solo del suo mal di pancia e non di fair play finanziario. Ti sta dicendo solo una cosa infastidita sul Milan. sul ma come si permette il Milan, eppure è un concetto sostanzialmente sciocco, vuota, privo di ogni tipo di sostanza. Perchè la Uefa dovrebbe dare una medaglia al Milan per il tipo di mercato di gennaio che ha fatto. Il Milan ha gennaio non ha speso 70 milioni, questa è la superficie, la pancia, il luogo comune. A Gennaio il Milan ha rafforzato il proprio patrimonio e le proprie proprietà. A gennaio il Milan aveva il buon Jack Bonaventura (forza Jack!) a stagione finita e con un valore di mercato molto prossimo allo zero per l'inattività e per l'età (ad agosto saranno 30), e aveva in prestito Gonzalo Higuain con il mal di pancia (anche lui!), ma non solo: anche con un ingaggio altissimo e una quotazione di riscatto fuori mercato, come avrebbero poi dimostrato il Chelsea che nonostante il blocco al mercato lo rimanda indietro e la Juve che come unica soluzione di mercato avrà quella di tenerselo. Da una stagione finita e da un problema gigantesco, il Milan ha trovato il modo di dimezzare una parte del suo monte-ingaggi dando a Paquetà e Piatek la metà di quello che dava ad Higuain. E da due situazioni di mercato sul binario morto ha tirato fuori due operazioni, appunto Paquetà e Piatek, che oggi hanno un valore di mercato, malcontato, di circa 120 milioni di euro. La Uefa non dovrebbe dettare titoli e leggere solo i titoli, dovrebbe, come ci auguriamo stia facendo, andare in profondità. Da un problema di 100 milioni (ingaggi compresi) rappresentato da Higuain, il Milan ha oggi due risorse giovani e di prospettiva da 120 milioni. Il FPF non deve essere codino e occhiuto, ma attento e analitico.

Nel calderone del road-show elettorale, sono finite dentro anche le solite accuse a Gattuso. E non solo. Bisogna stare attenti in questi casi, e lo diciamo con l'affetto e la riconoscenza di sempre. Quando in un campo della vita si è stati innovatori in un mondo vecchio, non bisogna fare oggi il contrario. Se giochi con il trequartista, oggi gli avversari ti mangiano e potremmo continuare. Gattuso l'inadeguato, come lo chiamano i tifosi del Milan sui social (ma domenica scorsa a San Siro abbiamo sentito un boato quando Gegio ha annunciato il suo nome), ha fatto i suoi errori e deve ancora crescere. Ma sfidiamo chiunque ad essere ad un punto dal terzo posto, con tutto quello che ha dovuto affrontare Rino in questa stagione: Bonaventura stagione finita ad ottobre, Biglia di fatto stagione finita ad ottobre, Caldara e Conti mai avuti, la grana Higuain, a novembre out tutti i difensori centrali, due ragazzi da inserire dalla sera alla mattina a gennaio e da far giocare ogni tre giorni perchè sennò erano guai grossi, un feeling da costruire fra lo spogliatoio e la nuova dirigenza. Insomma, tutti bravi a tastierare. Poi però ogni tanto bisogna anche mettere le mani nella pasta. In quanto poi ai 400 milioni spesi...il Milan nelle ultime 4 sessioni di mercato ne ha spesi 250. Sono comunque sempre tanti soldi. Ma anche qui, con l'affetto e la riconoscenza di sempre, bisogna stare attenti ad essere coerenti. Non si può dire che il calcio non fa più per una famiglia perchè, giustamente, i prezzi sono impazziti e poi usare in chiave negativa quegli stessi prezzi contro chi c'è adesso. E' capitato purtroppo anche al Milan, e Dio solo sa quanto ci sia dispiaciuto, che la campagna-acquisti da 80-100 milioni dell'estate 2015 (Romagnoli-Bacca-Luiz Adriano-Kucka-Bertolacci) non abbia dato risultati immediati, ma fa parte del calcio di oggi. Se paghi 20 quello che 7 anni fa costava 5, succede quello che è successo al Milan nelle ultime 4 sessioni di mercato. Succede.

Brutta settimana. Sapevamo che se il Milan fosse stato ancora in corsa, la Uefa sarebbe stata "usata" tutta la settimana. Con che stato d'animo vanno in campo i rossoneri a Ferrara, sapendo che tanto poi la Uefa...? Sappiamo che daranno tutto per il loro allenatore, per la maglia e per il club e siamo sufficientemente tranquilli anche se la Spal è un osso veramente duro come lo è stato di recente anche per il Napoli. Ma che brutta settimana lo stesso. Iniziata con l'Inter che farà ricorso se il Milan va in Champions al posto suo e finita con il Torino che non deve l'ora di avere la sentenza Uefa sul Milan per poter giocare in Europa lo stesso. L'Inter...ha speso 80 milioni per Joao Mario e Gabigol nell'estate 2016 e il patrimonio, ciò che resta, di quegli 80 milioni oggi è 0. Zero. Questo è anti fair play finanziario, un caso di scuola, altrochè Paquetà e Piatek. Eppoi l'Inter e il Milan hanno vissuto più o meno gli stessi anni, ultimamente. L'Inter ha dovuto fare il Settlement perchè è andata in Europa League prima del Milan, ma non si è mai negata nulla sul mercato e sul mercato ha avuto, nè più nè meno, le stesse difficoltà del Milan. Non c'è nessuna giustizia da ristabilire e nessuna delazione da fare. E il Toro poi...danno 4 rigori contro il Milan negli ultimi 2 mesi e va tutto bene, ne danno uno a favore contro la Lazio e viene giù il mondo; batte il Milan nella partita della vita e poi rientra nei ranghi della classifica; adesso anche sperare nella sentenza Uefa...anche no. Perchè poi, vedete, il calcio è il trionfo del'ipocrisia. A sperare che i grandi club vengano stangati dalla Uefa per i conti sono quei club che mettono a posto, o sognano di mettere a posto, i propri bilanci con i soldi dei grandi club sparando prezzi altissimi per ogni loro giocatore. E questo non vale evidentemente solo o in particolare per il Torino. Vedrete che, sotto schiaffo Uefa, al Milan verrà rimproverato, e viene già fatto adesso, di non avere peso politico. Vero, il Milan non ha peso politico. Non ha una rete di società alle quali ammollare i propri scarti facendo risultare plusvalenze "super" per nomi improbabili, non ha un vivaio di ragazzi da cui tirar fuori plusvalenze gonfiate con gli estrogeni. Quando la Uefa riuscirà a guarire dalla propria ossessione per il Milan e si accorgerà di chi la prende davvero per il naso, non sarà mai troppo tardi. 

 


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