Radunare le forze nel momento più nero. Maldini e Mourinho provocati 

di Luca Serafini
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Arrivederci a Biglia (4 mesi), Musacchio, Calhanoglu. La lista degli infortunati si allunga di partita in partita e col cuore la squadra cerca di sopperire là dove non arrivano testa e gambe. Il pensiero a Siviglia è stato lungamente alla Juve, come dimostravano modulo, formazione e atteggiamento. Tutti molto discutibili. Poi nella ripresa è basato spostare Suso e qualcosa è cambiato, ma contro i bianconeri servirà ben altro.

Nei momenti più complicati, negli ultimi mesi questa squadra ha sempre saputo tenere le fila unite, compatte. L’impegno è sempre stato da Champions, il gioco e gli interpreti non sempre. 

I ko di Musacchio e Calahnoglu in Spagna ampliano la necessità di cambiare ancora, sarà meglio pensare bene al modulo. Ora che la situazione in Europa League è numericamente aggiustata in classifica, va difeso  il piazzamento in campionato con i denti. Senza permettersi di sbagliare nulla. 

Chiudo questo breve pensiero a caldo dopo Betis-Milan con un paio di riflessioni a freddo. L’arbitro della partita Milan-Chievo Primavera ha irriso il figlio di Maldini, Cristian, invitandolo a non sentirsi fenomeno e figlio di papà. Dove comincia la provocazione e dove finisce la reazione. Mourinho tormentato 180’ dai tifosi della Juve a Manchester e Torino, vince e fa il gesto (ma come si fa a condannarlo bollandolo come gestaccio??!) dell’orecchio. Dove comincia la provocazione e dove finisce la reazione. Senza punti di domanda, perché le risposte sono facili. 


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