La fiducia nel lavoro di Gattuso è il primo passo. Serve mettere in pista la nuova catena di comando

di Franco Ordine
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Voltare pagina velocemente. È questo il compito più arduo che attende Elliott e il suo gruppo dirigente scelto per raccogliere il Milan dalla gestione cinese di Fassone e Mirabelli e restituirlo se non proprio agli antichi splendori (scudetti e coppe) almeno a una dignitosa vita calcistica colma di futuro e di opportunità. Di solito i passaggi di questo tipo hanno tempi biblici che devono rispettare scadenze, costumi e anche sensibilità personali. Nel caso in specie ci sono appuntamenti che non consentono di togliere il piede dall’acceleratore. Anzi. Devono innestare le marce alte per presentarsi al 19 agosto, giorno canonico dell’inizio del prossimo campionato, con tutte le pedine giuste nelle caselle giuste. È evidente che le parole spese nel comunicato notturno dettato dal fondo americano (avranno capito, lor signori, che spedire la nota alle 23.30 italiane significa in sostanza ottenerne la pubblicazione solo in qualche copia tra Milano e Roma?,ndr) riferite al ruolo e alla fiducia riposta in Rino Gattuso sono state un massaggio cardiaco per il calabrese ma non possono bastare, da sole, a dare il via al nuovo corso. L’allenatore può dare indicazioni di massima su come potenziare la rosa attuale, può cominciare a far sudare i suoi, può preparare novità tattiche e anche alternative nei singoli ruoli ma a governare la macchina Milan devono essere i manager e anche in questo senso Elliott è chiamato a fare tutto alla velocità della luce.

Per sua fortuna (e quella dei tifosi rossoneri), nelle settimane passate, quando si è capito che Yonghon Li aveva fatto saltare il tavolo di Commisso e che non sarebbe riuscito a raccogliere (a debito) i 32 milioni da restituire per rientrare in possesso della piena facoltà di presidente del club e azionista di maggioranza, Elliott si è portato avanti con il lavoro. Ha fatto sondaggi, ha esaminato curriculum, ha vagliato candidature per i ruoli di componenti del cda, ha preparato anche un piano di finanziamento (50 milioni sono soltanto la prima rata) per sostenere le buone ragioni davanti al Tas e all’Uefa successivamente e per fornire ai prossimi amministratori le risorse indispensabili per compiere il risanamento da un lato e il rilancio del marchio dall’altro.

       Qui non si tira la volata a nessuno ma è evidente che qualche nome circolato già da tempo su blog e siti (Umberto Gandini) brilla per capacità professionali dimostrate alla Roma e per conoscenza del Milan stesso anche se attualmente tutte le figure intermedie in via Aldo Rossi sono state sostituite o brutalmente messe alla porta in una operazione dal sapore amarognolo. Il calcio-mercato non aspetta, la chiusura è stata anticipata al 17 agosto e bisognerà perciò rimettere in pista tutta la catena di comando se si vuole dare un taglio all’esperienza cinese come la nota di Elliott ha fatto chiaramente capire.


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