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Ibrahimovic ha chiesto troppo. Meglio puntare su Mariano Diaz del Real Madrid, senza sbagliare come l’estate scorsa

di Alberto Cerruti
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Ben vengano i tre punti di Parma che aiutano ma non risolvono i problemi, perché il Milan ha fatto troppa fatica per vincere confermando tutti i suoi limiti tecnici. Per risalire in classifica non basta vincere ogni tanto per 1-0, come era successo in occasione del primo successo con Pioli contro la Spal. Serve una serie di risultati, oltre che di prestazioni, altrimenti questo rimarrà un campionato di eterne speranze, con troppi “se” legati all’esplosione dei giovani in generale e alle partite da vincere in particolare. E allora, per gli amanti delle statistiche e della scaramanzia, se la via Emilia porta bene il Milan può guardare con fiducia ai prossimi due appuntamenti contro il Bologna fuori e il Sassuolo in casa, visto che le due vittorie di Pioli sono arrivate appunto contro la Spal e il Parma. Proprio contro il Sassuolo, domenica 15 dicembre, vigilia dei 120 anni del Milan, potrebbe debuttare almeno in tribuna il tanto atteso Ibrahimovic, come sognano i dirigenti e la stragrande maggioranza dei tifosi rossoneri. Il condizionale è d’obbligo perché più passano i giorni più appare difficile una risposta positiva dello svedese, che secondo quanto filtra da Casa Milan ha ricevuto un’ottima offerta da lui però non ritenuta soddisfacente. Ibrahimovic e il suo procuratore Raiola chiedono di più e a questo punto farebbe bene il Milan a non andare oltre, perché è relativamente facile prendere Ibrahimovic, ma poi bisogna fare i conti con il campo e con l’età dello svedese, perché gli infortuni e gli scadimenti di forma sono un’incognita da non sottovalutare a una certa età, come dimostrano i casi di Ribery e Ronaldo, tra l’altro più giovani di lui. Ecco perché è meglio dimenticare per il momento Ibrahimovic  e preparare un piano B, che per fortuna non vuole dire serie B perché il Milan non corre questo rischio, ma più semplicemente vuol dire pensare ad altri giocatori. Una pista importante porta a Madrid, sponda Real e non più Atletico dove era stato rincorso invano Correa. Mariano Diaz, attaccante di 26 anni, ai margini della squadra di Zidane dove persino Bale fatica a trovare posto, potrebbe arrivare anche in prestito per due anni e sarebbe sbagliato non accettare questa formula, perché il caso di Sensi preso in prestito dall’Inter dimostra che si può fare un’eccezione. In questo caso, però, deve decidere il fondo Elliott, senza fare paragoni fuori luogo con il modello Atalanta, come ha incautamente detto Gazidis con un clamoroso autogol, sia perché l’Atalanta nella sua storia ha vinto soltanto una coppa Italia, sia soprattutto perché l’Atalanta ha un presidente che ha giocato in serie A e uno staff dirigenziale con grande esperienza e competenza, a cominciare dal d.s. Sartori, tra l’altro ex milanista nell’anno della stella con Liedholm in panchina. In ogni caso, quello che conta è non sbagliare più come l’estate scorsa, perché nel migliore dei casi soltanto Hernandez è all’altezza delle aspettative, anche se in realtà è un mediano attaccante più che un terzino e come tale destinato  a trasformarsi tatticamente come Bale. Gli altri cinque, chi più chi meno, da Rebic a Duarte, da Krunic a Bennacer fino al presunto talento Leao, non si sono dimostrati da Milan, o almeno da grande Milan. Ecco perché sbagliare di nuovo in gennaio sarebbe imperdonabile.

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Martedì 10 Dicembre 2019
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