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Ibra, il Milan e la salute. Gigio, il destino e il coraggio.Rosicate, Rebic e ingaggi.

di Mauro Suma
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Mi capita per motivi di lavoro di iniziare la giornata, guardando la rassegna stampa straniera. Credetemi, il Milan è totalmente assente. Questa settimana ho letto sul Manchester Evening News che dalle loro parti sono certi che Alexis Sanchez tornerà a Old Trafford e che Solskjaer è già preparato in questo senso. Poi gli spagnloli di AS: Godin non è contento del rapporto che ha con Conte e pensa a lasciare l'Inter dopo un anno, ma non vorrebbe andare al Valencia perchè per lui l'unica squadra in Spagna deve rimanere l'Atletico Madrid. Ma i quotidiani catalani hanno fatto questa settimana due prime pagine su Lautaro Martinez al Barcellona. E, badate bene, solitamente, come i giornali stranieri riprendono e rilanciano le indiscrezioni di mercato italiane, così accade spesso anche al contrario. Se in Inghilterra o Spagna viene battuta una voce di mercato, in Italia la si riprende. Ma in questo caso, zero, nulla, il silenzio più assoluto. Mai mi era capitato di vedere due mondi così distanti: all'estero solo indiscrezioni di mercato sull'Inter, in Italia solo sul Milan. Sia ben chiaro, in questo pistolotto l'Inter non c'entra nulla, la chiamo in causa solo incidentalmente. Il mio tema invece è sempre lo stesso, sarà vittimistico, sarà piagnisteico, ma resta quello: un giorno Ibra e un giorno Gigio, un giorno Gigio e un giorno Ibra. Ancora e sempre...Fino a quando? E per cosa poi? Per scoprire che il Milan e Ibra dicono esattamente e assolutamente la stessa cosa: la prima cosa è la salute poi il resto, pensa e dice quotidianamente il Milan. La prima cosa è la salute, ha detto Ibra dalla Svezia. Del resto non poteva essere che così. Ibra non può essere così "piccolo", non può pensare e lanciare messaggi seri e veri sul suo contratto, mentre ogni giorno muoiono centinaia di persone e mentre a nessuna latitudine del mondo del calcio oggi esiste una sola cosa, una sola sfumatura, un solo aspetto, che possa anche lontanamente assomigliare ad una certezza.

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In ogni caso sui giornali italiani, si fanno strada anche nomi a sorpresa, giovani talenti, prospetti interessanti. Non so minimamente cosa ci sia di vero e di concreto fra il nome di un portiere e l'altro, fra la voce di Koopmeiners e quella di Florentino, ma quello che se ne ricava, quello che si intuisce, è che il lavoro di Moncada e Almstadt, apprezzatissimo in casa rossonera, continua. Un lavoro non di mercato vero e proprio evidentemente,ma di monitoraggio e di setaccio, di conoscenza e di acquisizione dati, quale deve essere quello dello scouting. Un lavoro in sintonia con la proprietà, un lavoro in sintonia con l'area sportiva guidata da Paolo Maldini e Ricky Massara, un lavoro in team, quale deve sempre essere quello di un grande club, in tutti i momenti, ma soprattutto in un momento epocale e delicato come questo. Scandito da giorni in cui tutti cercano di capire su quale carro sia il Milan sul futuro di questa stagione, tra giocare e non giocare, tra assegnare e non assegnare, tra questa data e quell'altra data. Fatica sprecata, quello del Milan è il carro che non c'è. Niente strappi, solo tanta collaborazione e tanta disponibilità. Non ci sono i presupposti per ripartire? Non si riparte, tenendo conto che non è una decisione che, vedi caso Belgio, spetta al Milan e che la convivenza con il virus è imprevedibile e insidiosa. Si riparte nel rispetto delle condizioni di sicurezza e di salute dei giocatori e di tutti i dipendenti del club? Che si riparta, ma le premesse sono proprio quelle: la salute, la vita, le persone. Tra le quali c'è anche Gigio. Soprattutto Gigio. Continuano ad augurarmi che possa essere lui l'eccezione, lui la scelta, lui la costante. Se sarà possibile e se anche Gigio la renderà possibile, sarà una buona cosa. Sarà una cosa bella, ma soprattutto sarà la cosa giusta. In queste giornate, nelle ore dello stare a casa, scorrono le immagini delle finali storiche, lunga vita agli archivi e al repertorio. Il Milan e le sue grandi finali. E' proprio in momenti come questi che Franco Baresi e Paolo Maldini sono rimasti al Milan. E sono stati premiati dal destino. Gigio non può non averlo un appuntamento scritto con il destino rossonero. Sono questi i momenti in cui più che contare, bisogna saper soprattutto sognare. A occhi chiusi e con tanto coraggio. La Storia rende merito a chi lo sa fare. Non domani mattina, ma nel momento che sarà più bello. Forza Gigio e forza Milan.

Verrebbe anche voglia di rispondere ai rosiconi. Ma lasciamo perdere. Dobbiamo capirli. Si intendono solo di episodi e di attualità. Ma in questo periodo di resistenza in casa, in onda ci va la Storia. E la Storia è il Milan. Se rosicano su Manchester e se delirano su Firenze, vanno teneramente e dolcemente compresi. Ma ogni tanto di attualità possiamo anche parlare a nostra volta. Visto ad esempio che non è affatto vero che verrà ridotto l'ingaggio a Rebic. Il progetto e la congiuntura impongono che il Milan sia e dovrà essere molto più attento sui contratti, ma esistono gia' contratti oltre il limite dei 2 milioni (vedi Theo Hernandez), così come altri. Così come non è vero che il Milan non voglia giocatori di esperienza: lo dimostrano l'offerta a Ibra lo scorso gennaio 2019, rifiutata da lui, e gli arrivi di Kjaer e Begovic. Keep calm e niente pregiudizi sbagliati.

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