Giusto che il destino di Gattuso si decida a fine torneo- Indispensabile invece fare luce sul futuro di Leonardo

di Franco Ordine
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La finale di coppa Italia targata Lazio può consegnare ai prossimi giorni l’Atalanta ferita nel cuore e provata nelle gambe. Eppure non è escluso, conoscendo la pelle dura di Gasperini e il carattere dei bergamaschi, che la reazione alla batosta di mercoledì notte sia completamente diversa. Di sicuro l’esito della sfida di domenica a Torino contro la Juve è lo snodo decisivo dell’intera lotta per la conquista del quarto posto che vuol dire Champions e anche molte altre cose. Sarà bene che il Milan si concentri esclusivamente sul Frosinone come da qualche ora sta ripetendo lo stesso Gattuso. E qui i riflettori puntano adesso su ciò che sta accadendo nel grande mondo antico del Milan. Cominciamo dalle voci sul futuro allenatore. Una settimana è sicura la partenza di Rino, la settimana dopo è possibile un ripensamento grazie al rapporto che Gattuso ha con Gazidis. Queste sono le voci provenienti dai corridoi di casa Milan. Ed ecco lo spunto settimanale per chi ha frequentato per 30 e passa anni Milanello e dintorni col compito di raccontarne gli umori e di anticiparne le decisioni più importanti.

Il presidente Scaroni, che è uomo Elliott, è intervenuto alcuni giorni fa per far sapere che l’azionista ha piena fiducia nei confronti dello staff tecnico e anche dei responsabili dell’area sportiva, che tradotto vuol dire Leonardo e Maldini. Alcune decisioni recenti –via la Morace dalla panchina della squadra femminile, via il responsabile marketing, via il capo del settore giovanile scelto tutti scelti dai cinesi- fanno pensare che invece c’è un progetto che prenderà forma con la fine della stagione e con il bilancio tecnico ed economico.

Se sul conto del tecnico si può e si deve sostenere la massima fiducia nei confronti di Gattuso senza con ciò escludere la possibilità di un cambio, sul conto di Leonardo e Maldini i fatti sembrano testimoniare uno sviluppo diverso rispetto alle voci che parlano di possibile divorzio immediato. Le tracce di calcio-mercato portano a Leonardo e al piano industriale di Gazidis che da mesi ne ha delineato i tratti essenziali: acquisti di giovani talenti da aggiungere a una squadra che ha già un’età media tra le più verdi del campionato. Da questo punto di vista è la comunicazione del Milan che deve far conoscere, in via ufficiosa, gli orientamenti del club e della proprietà riferiti al management senza esporlo a questi “spifferi” che possono soltanto provocare malumore e insicurezze. Naturalmente un programma del genere non può esaltare il popolo dei tifosi perché significa rinviare nel tempo la maturazione dei talenti stessi e l’arrivo di qualche soddisfazione, tipo quella che ieri sera ha portato a casa Simone Inzaghi con la Lazio.

Ultima annotazione di segno politico. Il Milan si è esposto per la prima volta nel richiedere la contemporaneità rispetto alla partita dell’Atalanta. Cosa sarebbe cambiato per il Milan? Niente. Perché comunque deve piegare il Frosinone per continuare a sperare. Quello che conta è lo smacco politico ricevuto perché la risposta degli uffici della Lega è stata la seguente: non se ne parla nemmeno. Se non sei sicuro di spuntarla, meglio non esporsi e mandare avanti qualche giornale. È una vecchia tecnica d’accordo ma utile per non farsi dire di no.


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