Basta balle! Il mercato continua, ma prima o poi Berlusconi dovrà spiegare

di Luca Serafini
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La corsa mediatica per indovinare le sanzioni dell'Uefa nei confronti del Milan sta arrivando al traguardo: tra pochi giorni sarà saziato l'appetito dei catastrofisti, incuranti delle motivazioni e delle spiegazioni che l'organo di Polizia calcistico europeo non darà, nonostante stia prendendo per la prima volta nella sua storia una decisione di una severità e di una pesantezza ingiustificate. Marco Bellinazzo (IlSole24ore), Xavier Jacobelli (Tuttosport) e Ivan Zazzaroni (Corriere dello Sport) sono, tra quelli che ho letto, gli unici ad essersi posti alcuni interrogativi sul conto del regno di potere e ricchezza dei signori Joseph Blatter e Michel Platini. L'Uefa vuole sapere chi sia il reale proprietario del MilanAc, altrimenti lo bastonerà con violenza. Già un paio di settimane fa - non ho cambiato idea - scrissi come questa posizione intransigente presenta i suoi lati positivi per fare luce sulla storia recente della società rossonera. Di recente la Rai con una puntata dedicata nel programma "Report" (attenzione mai data in precedenza alle proprietà Ferrero, Tacopina, Thoir e Pallotta tanto per citarne qualcuno), ha confermato attraverso fatti, nomi, date, importi e circostanze quella stessa sensazione che ha avuto ciascuno di noi, dal primo giorno, pensando alla cessione di Berlusconi a Li: un percorso assolutamente legale - fino a prova contraria - per muovere denaro da riportare a casa. Quando il flusso sarà terminato, Elliott sarà libero di cedere a chi vuole. Così come "Report" ha chiuso la sua inchiesta non con una sentenza, ma con una supplica: Berlusconi spieghi. La stessa supplica che invoco umilmente da più di un anno. Tanto, Berlusconi non spiegherà. Mai.

Basta dunque con questo sfinimento. Aspettiamo la sentenza Uefa senza brividi, quelli li ebbero Sacco e Vanzetti per una vergogna storica ben più grave, ingiusta ed efferata. Occupiamoci soltanto della parte sportiva e allora basta anche con le balle! "Giocatori in fuga", "Mercato bloccato", "Rnnovo del contratto a Romagnoli solo di facciata", "Nessuno più vuole il Milan" eccetera. Balle! Il Milan che non vince più non ha perso minimamente appeal tra i grandi campioni, sebbene sia assolutamente normale che oggi (se uno ha la possibilità di scegliere) possa preferire un club con qualche certezza in più. E quali sarebbero in Italia questi club, a parte Juve e Napoli? Romagnoli rinnova perché crede si possa arrivare da qualche parte, Mirabelli lavora per continuare quella ricostruzione di una rosa/squadra ridotta ai minimi termini dall'ultimo sciagurato lustro della precedente proprietà, mentre Gattuso resta l'unico vero grande credibile garante del futuro. 

L'assenza dall'Europa League cambierà il budget? Pazienza. Quest'anno servono 3 giocatori, non più 11. Diventano cedibili Donnarumma, Suso, Bonaventura e qualcun altro? Svegliatevi! Le balle del calcio che non ha più soldi ce le hanno sbattute in faccia le cessioni di Neymar, Coutinho, Van Dijk e adesso sono prontissime quelle di Cristiano Ronaldo, Levandowski, Milinkovic-Savic e forse ancora Neymar. Quindi cedibili o incedibili, fa lo stesso: se arriva un'aquila con un assegno in bocca, si prende chi vuole quando vuole come vuole. Punto e basta. 

Non so se Mirabelli, come un anno fa, saprà consegnare a Gattuso la rosa completa il giorno del raduno. L'importante è che la completi. Dimostri, se lo sa fare, quello di cui sono convinto da sempre: per fare grandi le squadre, i soldi da soli non bastano. Servono anche e soprattutto idee, intuizioni, tempismo. Se portano a Conti, Bonucci, Biglia, Calhanoglu, Kessié, Borini, meritano plauso, ognuno con i suoi limiti, le sue qualità, le sue potenzialità. Se parliamo di Rodriguez e André Silva, meritano un'altra chance. Se parliamo di Kalinic e Musacchio, hanno fallito. Per colpe anche loro. Per il resto, per tutto il resto, fortunatamente manca sempre meno tempo per sapere.


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