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ESCLUSIVA MN - Albertosi: "Mandzukic un affare, Meité farà bene. Scetticismo sul Milan? Meglio così"

di Salvatore Trovato
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© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

La redazione di MilanNews.it ha intervistato il grande Enrico Albertosi. Con l’ex portiere rossonero abbiamo parlato di mercato, di Donnarumma e delle ambizioni del Milan di Pioli. Ecco le sue dichiarazioni. 

Il Milan cerca un vice Ibrahimovic e pensa a Mandzukic: è l’uomo giusto?

"Se è in condizione sì. Riprendere non è mai facile, ma probabilmente non è stato fermo in questi mesi".

Pare che sia allenato con continuità.

"E allora è come Ibrahimovic: due-tre partite e torna in forma. Il campionato è lungo e c’è anche la Coppa. Credo che sarebbe un acquisto azzeccato, anche perché può sostituire sia Ibra che Leao. Sarebbe una riserva di lusso. È un giocatore che può coprire diversi ruoli in attacco. E poi è uno che rientra molto e aiuta anche alla difesa. Secondo me, se il Milan lo prende fa un buon affare".

L’alternativa a Mandzukic potrebbe essere Pavoletti, ma siamo su livelli diversi.

"Pavoletti, prima di infortunarsi, era un uomo insostituibile per il Cagliari, ma dopo l’infortunio non è ancora riuscito a trovare la condizione giusta. Ha giocato, ma non è più il Pavoletti di una volta. Venire a giocare in una squadra come i Milan mi dà un po’ di pensiero".

È certo, invece, l’acquisto di Meité. Come giudica questo colpo?

"Può fare sia la fase difensiva che offensiva. Sicuramente farà bene al Milan. Magari all’inizio non giocherà tantissimo, perché la squadra ha trovato una certa quadratura, quindi potrebbe avere un po’ di difficoltà a inserirsi. Ma tecnicamente, per il tipo di giocatore che è, farà certamente bene al Milan".

Le è mai capitato di essere espulso dalla panchina come Donnarumma l’altra sera?

"No. Però mi è capitato di essere squalificato per una domenica. Ero infortunato e c’era il derby. Una volta si usava uscire dal sottopassaggio, che era vicino alla porta, poi c’erano delle panchine dove ci si poteva sedere insieme ai fotografi e ad altre persone. Avevo chiesto all’arbitro se potevo stare lì anziché in tribuna. Lui mi disse: "Basta che io non la veda". Allora mi sono seduto. A un certo, durante un calcio d’angolo, si avvicina e mi dice: "L’ho vista". E mi hanno dato una domenica di squalifica".

Insomma, ieri come oggi, gli arbitri, a volte, sono un po’ troppo protagonisti.

"Più o meno sì (sorride)".

Ovviamente era un pretesto per chiederle qualcosa su Donnarumma, lei che è stato un grande portiere. Gigio si sta esprimendo su livelli altissimi, è d’accordo?

"Sta facendo una grande stagione. Ha continuità di rendimento, quella che un portiere deve avere. È inutile fare una grande parata e poi prendere un gol in mezzo alle gambe. Quest’anno sta giocando davvero alla grande".

È cresciuto anche dal punto di vista caratteriale. È più leader.

"Lo vedo più sicuro e più "brontolone", come deve essere un portiere. Chiama e si fa rispettare. È già un grande, ma acquisendo ancora più personalità diventerà sicuramente un leader della squadra".

Il rinnovo non è ancora arrivato, ma la volontà di Donnarumma è quella di restare.

"Il Milan ha trovato il portiere per tanti anni, inutile girarci intorno. Donnarumma ha dimostrato, già da giovanissimo, di essere davvero bravo. Il Milan aveva bisogno di un portiere e ha continuato a farlo giocare: adesso è diventato titolare in nazionale e potrà giocare ancora per quindici anni almeno".

Secondo lei, c’è ancora troppo scetticismo intorno a questo Milan?

"Meglio così. Ho avuto due esperienze simili, una al Cagliari e l’altra proprio al Milan, quando abbiamo vinto il decimo Scudetto. Nessuno ci dava credito, ma alla fine ho vinto il campionato tutte e due le volte. Il Milan è una squadra giovane che gioca sempre per vincere, una squadra che finora ha fatto grandi risultati, gioca tranquilla e serena, e nessuno gli chiede di vincere lo Scudetto. Era così anche per noi, ma alla fine abbiamo vinto. Se non dovesse vincerlo, avrebbe comunque fatto una stagione strepitosa".

Allora le chiedo: il Milan vincerà lo Scudetto?

"Non è facile, ma giocando come stanno facendo adesso - e senza avere grandi infortuni - credo che lotteranno fino alla fine. Ci sono dei segnali che alla lunga ti fanno prendere consapevolezza".

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