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Responsabilità e ipocrisia dell’Uefa: il calcio va riformato con o senza Super League. Problemi per Ibra ma il Milan deve farcela lo stesso

di Antonio Vitiello
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Settantadue ore di puro caos che ha sconvolto il calcio mondiale e le vite di tutti gli sportivi. Prima l’annuncio della Super League, a gamba tesa con un comunicato improvviso, poi la marcia indietro, con il Manchester City come primo club ad uscire formalmente dal progetto rivoluzionario e poi tutte le altre inglesi a seguire. Ma tutto il polverone alzato in questi giorni non ci può lasciare indifferenti verso il problema Uefa e l’insostenibilità del calcio moderno. L’emergenza economica resta e va risolta.

Perché se i 12 club europei hanno procato a cambiare qualcosa è perché il calcio si sta avviando verso il fallimento. Non bastano più le chiacchiere e le promesse, ma servono riforme forti per risanare una situazione andata oltre il limite. L’Uefa in questi giorni per contrastare il progredire della Super League si è fatta paladina dei principi di libertà e uguaglianza. Parliamo della stessa Uefa che ha permesso in questi anni un giro d’affari clamoroso, dove ci è sembrata tutt’altro che impeccabile nel perseguire sani principi sportivi.  

Perché nasce l’idea della Super League? Per l’insofferenza delle grandi squadre nei confronti di un’organizzazione vecchia e macchinosa come l’Uefa, che in questi anni ha solo portato all’enorme divario tra le big e le altre squadre, ha introdotto il Fair Play Finanziario che ha provocato più danni che benefici, chiudendo un occhio su alcune società piuttosto che altre. E’ un calcio che già non funziona da anni, infarcito di procuratori che guadagnano commissioni altissime e giocatori che percepiscono milioni dalle società, di plusvalenze fittizie e società che non pagano stipendi perché sull’orlo del baratro.

Il fulcro della questione è prettamente economico e di sopravvivenza, e contro la gestione del carrozzone Uefa. Che si faccio o meno la Super League, si colga l’occasione per cambiare realmente le regole, per aiutare i club in difficoltà economica dopo la pandemia e soprattutto rendere il calcio veramente competitivo.

Passiamo alle cose di casa Milan. Oggi c’è una partita importantissima contro il Sassuolo, difficile soprattutto perché i rossoneri ultimamente non sono più brillanti nel gioco (in casa soprattutto c’è sempre sofferenza) e perché ci sono 4-5 giocatori non al meglio. Doveva essere la partita del ritorno di Ibrahimovic dopo la squalifica col Genoa invece Zlatan potrebbe rimanere fuori a causa di un fastidio muscolare. Ma pure senza lo svedese il Milan dovrà provare a vincere per sfruttare un altro turno che sulla carta dovrebbe essere favorevole, prima dello scontro diretto di lunedì prossimo con la Lazio.

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Lunedì 10 maggio 2021
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