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In Europa ci vuole più testa, ma che carattere...! Lo scoop di Natale: il nuovo San Siro è una truffa

di Luca Serafini
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Il 4-2 al Celtic è per molti versi fuorviante e per altri invece significativo. Fuorviante, perché scendere in campo con la convinzione che sia tutto facile è un errore imperdonabile e nel primo quarto d’ora poteva essere 0-3 (e poi sul 3-2 Donnarumma fa un miracolo). Significativo perché certifica una volta di più carattere, autostima e convinzione che rendono possibili - in certe occasioni - imprese che sembrano invece fuori portata. Basta solo non farci l’abitudine...

Inizio choc dei rossoneri, in totale surplace. Krunic sbaglia un controllo al limite e nasce lo 0-1. Poi grande parata di Donnarumma. Si fa male Kjaer dopo un’altra occasione del Celtic che raddoppia subito. Neanche un quarto d’ora e 0-2... La squadra fa fatica a scuotersi, continua ad annaspare per qualche minuto, ma una punizione di Calhanoglu dal limite al 24’ riapre i giochi e soltanto 2’ dopo arriva il pari: Castillejo gira di sinistro in piena area un assist di Rebic. Nemmeno mezz’ora e 4 gol.

La ripresa inizia con lo splendido 3-2 del migliore in campo, Hauge, e la strada si fa (pericolosamente) in discesa, nel senso che a un’ottima organizzazione di gioco si succedono errori di sufficienza da evitare a qualsiasi costo. Chiude il solito Brahim Diaz che twitta: “Missione compiuta”, ma queste lezioni devono servire a crescere e maturare.

Sul "Fatto Quotidiano" del 3 dicembre, Gianni Barbacetto scopre e descrive - dopo anni che se ne parla - l'operazione relativa al nuovo stadio di Milano: "(...) La grande speculazione immobiliare (privata) sui terreni (pubblici) che farà crescere migliaia di metri quadrati di edificazioni, torri, grattacieli, hotel e spazi commerciali (...). Paolo Scaroni passerà alla storia come quello che copre e spinge la più confusa, pericolosa e meno trasparente delle operazioni finanziarie in corso a Milano. L'operazione stadio di San Siro è, innanzitutto, un gigantesco imbroglio: con la scusa dello stadio (la "scusa" dello stadio???  Per Inter e Milan lo stadio è una "scusa"??? Nota mia personale), Milan e Inter cercano di realizzare una colossale operazione immobiliare (operazione o speculazione? Nota mia personale)". L'acuta, disinteressata analisi solleva poi il dubbio chiave della questione, una domanda ineluttabile, fisiologica: a chi giova? "Sfugge quale sia il beneficio pubblico, a parte una cinquantina di milioni di oneri di urbanizzazione (...)". Già, a quale ricca amministrazione pubblica potrebbe mai interessare "una cinquantina di milioni"? Spiccioli. E poi, davvero, dove sarebbero i benefici pubblici in 180.000 mq di spazi commerciali, 66.000 mq di uffici, 15.000 mq di hotel, 13.000 mq di intrattenimento, 5.000 mq di spazio fitness, 4.000 mq di spazio per centri congressi...? "Dove sarebbe il beneficio pubblico", si domanda indignato Barbacetto, raccontando la piccola Dubai che Milan e Inter hanno in mente, senza fare il minimo accenno sui riflessi che potrebbe avere sul commercio, sui posti di lavoro, sull'ulteriore sviluppo della capitale economica d'Italia, oltre che dei due club di calcio... Così, alla fine, il collega del "Fatto Quotidiano" trova una terza definizione per lo stadio nuovo: "La più anonima e segreta delle operazioni finanziarie", lasciata nelle mani di società "di cui non si conoscono i proprietari". 

Con una approfondita inchiesta, qualcuno si è dunque svegliato dal letargo una mattina sotto la neve nel dicembre 2020, 4 anni e mezzo dopo Suning e 3 anni e mezzo dopo il Fondo Elliott (che definisce sbrigativamente "avvoltoio") chiedendo con vigore: "Chi sono i proprietari di Milan e Inter?" salvo poi rispondere chiaramente alla fine della scrupolosa indagine (solo relativamente al Milan, perché di Suning si sarebbe dovuto chiarire che è un gruppo quotato in borsa da 16 anni). E quindi: "Ci spieghi Scaroni chi sono i membri del Cda Cerchione e D'Avanzo (i due che per "Report" sarebbero i veri proprietari del Milan... Report e Barbacetto, mettetevi d'accordo: proprietari o membri del Cda? Nota mia personale)", finendo con uno straordinario volo che ci conduce... Indovinate dove ci conduce il "Fatto Quotidiano", partendo da San Siro per arrivare fino ad Arcore? Et voilà: "Avevano come soci Giuseppe Cipriani (...), l'ex compagno di Nicole Minetti  (...) coordinatrice delle ragazze del bunga-bunga".

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Qui casca il fatto, in senso lato, insomma la questione: casca su Nicole Minetti. Biscardi lo avrebbe chiamato "lo sgup". 

Di Pallotta, Saputo, Commisso, Tacopina, Friedkin è sempre fregato e frega meno di zero ad analisti, quotidiani, riviste specializzate e non, programmi tv d'assalto, approfondimenti. Al limite persino di Suning frega poco: cosa volete, tutta gente sbarcata in serie A dal resto remoto del mondo, solo per amore e per passione...  

Quel "Milan e Inter" è fumo negli occhi: era solo il Milan, che interessava. Perché era Nicole Minetti, che interessava. Per questo tutto quel popò di stadio (200 milioni di ricavi annuali ciascuna per Inter e Milan, secondo la stima), di centro commerciale, di piccola Dubai...  è solo un imbroglio, una mera speculazione, una manovra oscura e sospetta. Una vergogna!, ma quale vanto milanese... È una vergogna! Perché mai uno sprovveduto come Arnault dovrebbe esserne attratto o semplicemente solleticato?

"Dal bunga-bunga al magna-magna", questo poteva essere un bel titolo per l'articolo. Ma ci avrebbe fatto scoprire subito il gustoso finale e invece così abbiamo potuto goderci tutto quel cammino nell'oscuro mondo della speculazione edilizia milanese. No, nell’oscuro mondo del calcio milanese. No, anzi, nell’oscuro mondo del Milan. No, no, anzi, nell’oscuro mondo del bunga-bunga. Di Berlusconi insomma. 

Adesso è tutto chiaro e finalmente non c’è davvero più nulla di oscuro. 

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