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Il solito Milan a due volti raccatta un punticino a Roma

di Davide Bin

Il calcio è un gioco strano e fondato su delicati equilibri che nel corso di una partita si possono completamente stravolgere: la sfida dell'Olimpico fra Roma e Milan lo dimostra in modo perfetto visto che le due squadre si sono alternate nel dominio della partita e si sono letteralmente trasformate durante l'intervallo. Viene da chiedersi quale pozione magica abbia dato Mihajlovic ai suoi ragazzi o, al contrario, quale sonnifero sia finito nel tè caldo dei giallorossi, perchè nel primo tempo la Roma ha dominato la scena, si è portata presto in vantaggio, ha sfiorato il raddoppio e ha dato l'impressione di poter facilmente gestire la sfida contro un Milan che, come al solito, ha avuto un approccio sbagliato e troppo molle nonostante il momento delicato per tutto l'ambiente; nella ripresa, invece, la situazione si è capovolta: i rossoneri hanno pareggiato subito, hanno avuto nitide occasioni per vincere e hanno dominato un avversario improvvisamente sparito dal campo. Si può addirittura dire che ai punti forse avrebbe meritato di vincere il Milan, ma siccome il calcio non è il pugilato e il pareggio è contemplato, onestamente bisogna ammettere che mai come questa volta sia risultato giusto e accettabile senza rimorsi, anche se serve a poco a entrambe le squadre. Milan e Roma hanno dimostrato di essere squadre con buone potenzialità ma che in questo momento hanno tanti problemi, tecnici, tattici, di personalità e di equilibrio e questo punticino non aiuta a risolverli. La reazione nella ripresa da parte del Milan salva la panchina di Mihajlovic, che dopo quarantacinque minuti negativi sembrava ormai spacciato, ma squadra e allenatore rimangono sotto esame e si attendono miglioramenti perchè non si può sempre regalare porzioni di partita, se non addirittura tempi interi, alla squadra avversaria e questo difetto comincia a diventare ormai cronico e rischioso, visto che non sempre si riesce a reagire e a volte può succedere di chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati.

Mihajlovic schiera all'Olimpico, nell'ultima partita del girone di andata, un Milan riveduto e corretto ma non stravolto rispetto a quello battuto a domicilio dal Bologna: Romagnoli riprende il suo posto al centro della difesa in una coppia centrale completamente cambiata, visto che al suo fianco c'è Zapata e non, come prevedibile, il grande ex Mexes; a centrocampo il "bocciato" è addirittura capitan Montolivo, sostituito da Kucka, mentre in attacco si riforma la coppia Luiz Adriano-Bacca che tanto bene aveva fatto in estate. Si tratta di una sfida spartiacque per il tecnico serbo, perchè un'ulteriore sconfitta, soprattutto se con annessa brutta prestazione, potrebbe rappresentare il capolinea della sua avventura sulla panchina rossonera e lo stesso dicasi per il suo dirimpettaio Garcia. Partita delicata in un momento difficile, dunque e per questo ci sono tanti tifosi rossoneri nel settore ospiti dell'Olimpico, mentre il resto dello stadio presenta molti vuoti e non c'è certo il pubblico che meriterebbe una partita che negli anni è diventata una "classica" del calcio italiano e in passato è stata anche sfida scudetto.

Dopo la brutta figura contro il Bologna ti aspetti un Milan grintoso e carico e, invece, l'avvio è orribile: dopo quindici secondi la Roma potrebbe già segnare con Sadiq (bravo Donnarumma a respingere la clamorosa palla gol) e dopo meno di quattro minuti il vantaggio giallorosso arriva comunque, con la difesa rossonera che, come avviene spesso, si addormenta su una palla inattiva e si dimentica di Rudiger, appostato sul secondo palo e lasciato libero di colpire indisturbato di testa. C'è solo la Roma in campo, mentre il Milan stenta perchè vuole costruire gioco da dietro con i difensori ma soffre il pressing avversario e, oltretutto, la difesa è tutt'altro che efficace anche quando viene attaccata e non si chiude mai con i tempi giusti. Sembra quasi che il Milan non sia sceso in campo, l'approccio è discutibile è ciò è inaccettabile, vista la situazione delicata; come al solito c'è poca intensità, poco carattere, poca voglia di lottare per se stessi, per la maglia e per il proprio allenatore e tutto ciò sorprende, in negativo ovviamente. Piano piano la squadra di Mihajlovic prova a reagire, diventa più corta e compatta, alza il baricentro ed entra in partita, ma costruisce davvero poco, mentre la Roma sfiora il raddoppio ancora con Rudiger, ma questa volta Donnarumma gli dice no con una strepitosa parata d'istinto che manda il pallone sul palo. Il Milan si vede solo con un paio di tiri telefonati di Bonaventura e con un'improvvisa fiammata, ovvero una grande occasione di Bacca che sfiora il pari, ma l'impressione è che la squadra fatichi a portare i propri giocatori davanti alla porta, altro difetto ormai cronico in questa stagione. Il tempo si chiude con un'altra occasione giallorossa targata Iago Falque, con la sensazione che per il Milan sarà un'altra serata molto sofferta e con l'ennesima contestazione dei tifosi rossoneri, che invitano i giocatori a tirare fuori gli attributi.

Sorpresissima in avvio di ripresa: sembra quasi che le due squadre si siano scambiate in anticipo le maglie, visto che torna in campo un Milan travestito da Roma del primo tempo e una Roma "bella addormentata" come il Milan della prima frazione di gioco. I rossoneri trovano subito il gol del pari, grazie a una pennellata di Honda per Kucka; il cross del giapponese è finalmente efficace e l'ex genoano lo trasforma in rete con una bella palombella di testa. L'episodio galvanizza il Milan e terrorizza la Roma, altra squadra dalla psiche molto fragile; i rossoneri ora dominano e contribuisce anche l'ingresso di Boateng al posto di Luiz Adriano. Il Boa ha un ottimo impatto sulla sfida, ma tutto il Milan è più convinto, determinato ed efficace: Kucka si divora la doppietta personale e, soprattutto, il gol della probabile vittoria (visto che la Roma è nel frattempo scomparsa dal campo) tirando sopra la traversa un autentico rigore in movimento e poi arriva la traversa colpita da Bacca con un bel tiro dalla distanza. Nella seconda metà della ripresa il Milan continua a dominare e nemmeno l'ingresso di Totti serve a rivitalizzare una Roma davvero in crisi di panico. I rossoneri capiscono che possono completare la rimonta e fare risultato pieno e per questo, dopo l'ingresso di Antonelli al posto dell'acciaccato capitan Abate, nel finale arriva il cambio coraggioso, probabilmente suggerito dall'espulso Mihajlovic (reo addirittura di aver dato un calcio a una bottiglietta, che grave colpa!!!) al suo vice, ovvero l'ingresso di Niang al posto di Bonaventura, come sempre uno dei migliori in campo ma probabilmente ormai stanco e poco lucido. Invece il Milan non riesce a sfruttare nemmeno una quasi superiorità numerica, visto che Nainggolan negli ultimi dieci minuti è azzoppato da un problema muscolare e rimane in campo solo perchè Garcia ha esaurito i cambi e questo è un ulteriore rammarico, anche se in fin dei conti il pareggio è il risultato più giusto fra due squadre che si sono equamente spartite gol, tempi della partita, pali e occasioni da gol.

Un punto non risolve granchè i problemi del Milan ma è pur sempre meglio di niente: il solito approccio discutibile deve far preoccupare, mentre la reazione veemente della ripresa può far sperare; si tratta di capire se il bicchiere sia mezzo vuoto o mezzo pieno, se si tratti di un'occasione sprecata o di uno scampato pericolo, ma è chiaro che, giunti al giro di boa del campionato e, quindi, al momento di un primo bilancio, non si può certo essere completamente soddisfatti di questa prestazione e, più in generale, della classifica del Milan. Sarebbe auspicabile vedere finalmente una partita giocata come si deve dal primo all'ultimo minuto, senza false partenze seguite da faticosi tentativi di rimonta se davvero si vuole provare a uscire dalla mediocrità di metà classifica e tentare di rincorrere chi sta davanti prima che sia davvero troppo tardi, ma sembra evidente che questa squadra ha ancora limiti, difetti e problemi e non sarà facile correggerli, anche ricorrendo al mercato, ammesso che la società ne abbia voglia e possibilità economica. Per il momento teniamoci stretto questo punticino che sembrava un miraggio dopo il pessimo avvio e proviamo a guardare avanti, visto che all'orizzonte c'è la Coppa Italia, ormai vero obiettivo stagionale, sperando che la reazione e la rimonta della ripresa servano a dare coraggio, entusiasmo e nuovi stimoli a una squadra che troppo spesso mostra due volti molto diversi fra loro, mentre ne dovrebbe avere uno solo, bello e positivo, per far finalmente sorridere i propri esasperati tifosi.


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