.

Effetto Ibra-Binho

di Davide Bin

E' passata una settimana dal week-end più emozionante dell'estate rossonera e ora che l'euforia lascia nuovamente spazio alla razionalità e alla lucidità si può ragionare meglio su ciò che è avvenuto e, soprattutto, su ciò che potrà avvenire in futuro; i complimenti alla società e i ringraziamenti a chi ha permesso di realizzare due autentici colpi alla fine del mercato estivo sono obbligatori e sentiti, perché il Milan è tornato a fare il Milan in sede di mercato, in attesa di tornare grande anche in campo. Gli acquisti di Ibrahimovic e Robinho hanno ridato entusiasmo ad un ambiente depresso e la tifoseria milanista è tornata a sognare traguardi che sembravano ormai irraggiungibili per colpa di una società immobile sul mercato e che sembrava pensare solo a come risparmiare il più possibile, senza pensare al destino della squadra. Invece sembra che il “colpo Ibrahimovic” fosse in canna già da diverso tempo e che i dirigenti rossoneri abbiano abilmente bluffato come abili pokeristi per realizzarlo a condizioni vantaggiosissime; ammettiamolo, ci sono caduti tutti, ci siamo caduti tutti, a cominciare dai tifosi che hanno contestato con striscioni e cori a maggio (Milan-Juve) e a luglio (raduno), proseguendo con gli addetti ai lavori che hanno spesso criticato una dirigenza considerata “finita” e “superata”, per arrivare addirittura al presidente dirimpettaio Massimo Moratti, che non è intervenuto sul mercato per rinforzare la sua squadra (peraltro già fortissima…) illuso dal fatto che la concorrenza non fosse stata in grado di allestire formazioni che potessero minimamente impensierirlo e che nelle ultime ore di mercato non ha avuto la possibilità di reagire all’affondo dei rossoneri rispondendo ai due “botti” finali messi a segno da Berlusconi e Galliani. Ora le distanze fra le due squadre milanesi si sono teoricamente e finalmente ridotte (se si saranno addirittura annullate lo dirà solo il campo) e il popolo rossonero può sperare di lottare per lo scudetto e per la Champions League, cosa che sembrava impossibile fino al 27 agosto scorso, ma la cosa che fa più piacere a tutti è vedere un presidente finalmente tornato ad interessarsi del suo Milan, un Berlusconi “presente” e non “assente ingiustificato” come è stato per molti mesi in passato; i maligni hanno già fatto notare che ciò è dovuto alla sempre più reale prospettiva di elezioni anticipate e che i colpi di mercato servano a riconquistare i voti dei tifosi rossoneri, prima delusi e arrabbiati con il loro presidente (e magari anche quelli dei romanisti che hanno avuto in omaggio Borriello a prezzi di saldo); forse sarà anche così, ma al tifoso interessa poco e ben vengano le elezioni anche ogni sei mesi se ciò dovesse servire ad avere un presidente più coinvolto nelle vicende rossonere! I più romantici, invece, pensano ad un Berlusconi che dopo un periodo di “crisi” si sia nuovamente innamorato pazzamente del suo Milan e si sia finalmente accorto che così non si poteva andare avanti e che era necessario tornare ad investire sul mercato per rinforzare una squadra sempre meno competitiva. Vengono in mente le sue parole in occasione della riunione con gli sponsor, quando disse che se ci fosse stata l’occasione per comprare un grande campione di quelli che fanno la differenza non si sarebbe tirato indietro; molti (io per primo e faccio pubblica ammenda) non ci hanno creduto, pensando che fossero frasi di circostanza e dichiarazioni “politiche”, cioè false promesse, invece probabilmente l’operazione Ibra era già scattata e pochi se n’erano accorti. Nel frattempo, poi, il Milan si era messo anche sulle tracce di Robinho, magari temendo che Ronaldinho potesse chiedere di andare via, come sembrava ad inizio estate e alla fine il campione brasiliano, che poteva essere alternativa al connazionale o anche per il mancato arrivo di Ibrahimovic è arrivato lo stesso come “regalo del presidente” (parole di Galliani), forse anche perché proprio il vice-presidente è riuscito a strappare condizioni molto vantaggiose in entrambe le operazioni e le cessioni di Borriello e Huntelaar, unite alla precedente oculata gestione degli ingaggi ( qualche cessione e qualche spalmatura) hanno permesso di mettere da parte un “tesoretto” e di acquisire due grandi campioni che possono radicalmente trasformare la squadra. In effetti prendere un fenomeno come Ibrahimovic (pagato un anno fa più di 70 milioni di euro dal Barcellona) a 24 milioni pagabili in tre rate a partire dall’anno prossimo (in questa stagione risulta in prestito) è un autentico miracolo di Galliani, complice il fatto che ormai era più necessario per il Barcellona venderlo che per il Milan acquistarlo e, come sempre accade quando qualcuno deve “disfarsi” di qualcosa di “ingombrante”, l’acquirente (in questo caso il Milan) si è trovato in condizioni di vantaggio e le ha sfruttate; stesso discorso per Robinho (ormai in rotta con il Manchester City) e così ora Allegri ha a disposizione due campioni in più in attacco. Numericamente non è cambiato molto nella rosa, visto che sono partiti Borriello e Huntelaar e, volendo cercare il pelo nell’uovo, si potrebbe dire che sono andate via due prime punte e sono arrivati un attaccante “anarchico” che ama svariare a suo piacimento e una seconda punta, ma il mister ha garantito che anche Pato può giocare da prima punta e poi c’è sempre un certo Inzaghi che già alla prima giornata di campionato ha “timbrato” il cartellino del gol e promette di dare il suo contributo soprattutto in Champions League, il suo terreno di caccia preferito. Insomma ora la “patata bollente” passa nelle mani di Allegri: la società ha fatto (finalmente!) il suo dovere e ora tocca all’allenatore mantenere le promesse e far vincere la squadra; non sarà facile, così come non sarà semplice gestire quattro attaccanti che vorranno giocare sempre ma raramente potranno farlo insieme, per non sbilanciare troppo la squadra e renderla tatticamente ingestibile (tipo il Real Madrid dei Galacticos, tanto per intenderci), soprattutto se nessuno dei quattro rientrerà a dare una mano a centrocampo e in difesa (come faceva Borriello). I tifosi ormai sognano spettacolo e vittorie e, sinceramente, l’entusiasmo mi sembra addirittura eccessivo rispetto al pessimismo cosmico di un paio di settimane fa: mi sembra di essere tornati indietro di un paio d’anni, quando fu acquistato Ronaldinho; anche allora si scatenò un delirio incontrollabile nella tifoseria (migliaia di abbonamenti in pochi giorni e grande euforia), ma poi i risultati non furono pari alle attese, perché è vero anche che un uomo solo non può cambiare le sorti di una squadra se gli altri dieci compagni non sono all’altezza. In pratica o il Milan non era così disastroso prima degli ultimi botti di mercato o bisogna ammettere che non è invincibile ora, anche se è ovvio che è meglio avere in rosa Ibrahimovic e Robinho invece che non averli. Tra pochi giorni avremo le prime risposte dal campo e sapremo se possiamo continuare a sognare o se ci sarà un brusco risveglio; per il momento ringraziamo ancora la società per lo sforzo fatto e speriamo che difesa e centrocampo (reparti in cui qualche lacuna ancora c’è) sappiano essere all’altezza di un attacco che ora è davvero stellare!


Altre notizie
PUBBLICITÀ