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E' già una sfida importante...

di Davide Bin

Sembra strano, per non dire esagerato, pensare che la seconda giornata di campionato possa già essere un crocevia decisivo di un'intera stagione, ma la sfida di Parma per il Milan di Pippo Inzaghi è sicuramente importante: una squadra reduce da una stagione fallimentare ha bisogno di ritrovare in fretta sicurezze e certezze e in questo senso il buon esordio casalingo della prima giornata a San Siro contro la Lazio è stato un primo passo importante sulla buona strada che dovrebbe riportare il Milan là dove merita di stare per storia e blasone, ovvero fra le grandi del calcio italiano. Ovviamente, come una rondine non fa primavera, una vittoria non guarisce tutti i mali e questo lo sa bene il tecnico Inzaghi per primo, visto che subito dopo la vittoria contro la Lazio ha gettato acqua sul fuoco del ritrovato entusiasmo di un intero ambiente e sa benissimo che solo fra qualche tempo si potrà davvero capire dove potrà arrivare questa squadra; per questo servono immediate conferme al Tardini, sul piano della volontà, della voglia di vincere, del gioco, della prestazione e, se possibile, anche del risultato, perchè una seconda vittoria servirebbe a dare ulteriore serenità ed entusiasmo e a preparare nel migliore dei modi la grande sfida della settimana prossima contro la Juventus campione d'Italia.

Il Parma è sempre stato avversario ostico per i rossoneri e, ovviamente, ha confermato questo suo ruolo da bestia nera del Milan anche nella scorsa stagione, conquistando due vittorie; quella del girone di ritorno a San Siro, netta e inequivocabile, fu proprio nel giorno della grande contestazione della Curva Sud e dell'intero stadio nei confronti di un Milan che aveva ormai fallito tutti gli obiettivi stagionali e che nemmeno l'antivirus Seedorf era riuscito a guarire. Ora la situazione è ben diversa, perchè c'è più entusiasmo, più ottimismo e, proprio per questo, riuscire a vincere su un campo storicamente difficile sarebbe importante per dare continuità a questa tendenza positiva, iniziata nel Trofeo TIM e proseguita nella prima giornata di campionato dopo un'estate di risultati deludenti nelle amichevoli. Inzaghi ha fatto chiaramente capire che il Milan perderà solo contro squadre più forti e non contro avversari che abbiano più voglia dei suoi ragazzi, che devono essere affamati di vittorie, arrabbiati per ciò che hanno vissuto e provato nella scorsa stagioni e fortemente motivati a onorare la maglia che indossano, come ha fatto il loro allenatore per tutti gli anni in cui è stato in campo a segnare gol decisivi e conquistare vittorie e trionfi, regalando grandi soddisfazioni al popolo rossonero. Ovviamente non bisogna commettere l'errore di pensare che tutti i problemi siano stati risolti come d'incanto da una sola vittoria: l'eccessivo ottimismo è negativo esattamente come l'eccessivo pessimismo e riuscire a mantenere l'equilibrio è fondamentale in questa fase in cui bisogna cercare di costruire una squadra e un gruppo solido e compatto. Inzaghi sta facendo un gran lavoro e cerca conferme su un campo speciale per lui, visto che al Tardini ha vissuto tante prime volte nel senso di gol segnati e non sarebbe male vivere un'altra prima volta, conquistando la prima vittoria in trasferta da allenatore del Milan.

Come già detto non sarà facile e Inzaghi ci proverà con una squadra simile a quella del debutto a San Siro: non ci sarà l'infortunato El Shaarawy e potrebbe esserci l'esordio di Torres, passando così da un tridente senza centravanti a un tridente con un punto di riferimento centrale e Menez e Honda ai suoi lati. Purtroppo chiudere le operazioni di mercato nelle ultime ore, nei cosiddetti "giorni del condor", non è certo il massimo per un allenatore che per un'estate intera prova schemi e moduli con certi giocatori e poi si ritrova, a stagione ufficiale già iniziata, ad avere altri giocatori nuovi da inserire, rimettendo in discussione tutto il lavoro fatto fino a quel momento, ma questa è la situazione e Inzaghi deve fare di necessità virtù e, soprattutto, deve essere bravo a dare i giusti consigli a chi indosserà la maglia con il "suo" numero 9, provando a farlo tornare il grande attaccante che fu dopo qualche stagione di appannamento. Ovviamente Pippo ha anche la tentazione di proseguire sulla strada intrapresa, ovvero quella del "falso nueve", preferendo un altro acquisto dell'ultim'ora, ovvero Bonaventura, a Torres, ma sicuramente la differenza al Tardini non la farà questo o quel giocatore, questo o quel modulo, ma piuttosto la voglia di vincere, di tornare protagonisti, di rimanere in vetta alla classifica, cosa che alla seconda giornata non conta ma per chi ha sofferto e stentato per un'intera stagione ed è in cerca di riscatto è sicuramente importante. Siamo solo alla seconda partita di campionato, ma Parma è già un crocevia della stagione rossonera e ci vuole una prestazione tutto cuore e personalità, per dimostrare che il Milan è definitivamente tornato e vuole disputare un grande campionato, uscendo dall'anonimato e dal grigiore di una stagione tutta da dimenticare come quella scorsa.


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