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Disastro totale, Milan allo sbando

di Davide Bin

Se questa doveva essere la prova generale in vista della finale di Coppa Italia contro la Juventus, forse ai tifosi rossoneri conviene risparmiarsi il viaggio a Roma; rimane solo la speranza che un evento così particolare come una finale che assegna un trofeo possa risvegliare orgoglio, determinazione, voglia di andare oltre i propri (tanti) limiti e che serva da defibrillatore per far ripartire il vecchio cuore rossonero che ormai ha smesso di battere, ammesso che tutto ciò basti per reggere l'urto contro un'autentica corazzata come quella bianconera. Sto cercando vanamente di proiettarmi nel futuro per evitare di rivivere una delle serate più tristi e umilianti di questi trent'anni, che chiude un campionato ancora una volta fallimentare in cui non è stato raggiunto nemmeno l'obiettivo minimo, quello di tornare in Europa dalla porta di servizio (Europa League attraverso i preliminari), ammesso che ciò interessasse veramente a una società che ha già organizzato remunerative amichevoli estive proprio nei giorni in cui si sarebbero dovuti giocare i primi preliminari. Fastidio evitato, quindi, ma il popolo rossonero è davvero stufo e l'ha dimostrato con i soliti fischi assordanti, applaudendo l'ex El Shaarawy e perfino il "nemico" Totti, solitamente fischiatissimo, sottolinenando con beffardi olè il palleggio della Roma, esultando al terzo gol giallorosso realizzato da Emerson, contestando società (Galliani) e giocatori con l'ormai tristemente nota compilation di cori contro l'amministratore delegato e la squadra, invitata ad andare a lavorare e a tirare fuori gli attributi. Questa squadra, però, gli attributi li ha persi da un pezzo, visto che nemmeno Mihajlovic era riuscito a trasmettere ai giocatori la sua proverbiale grinta, ma ora che il tecnico serbo non c'è più la differenza si vede e questo Milan che con Sinisa aveva trovato una sua identità, ora manca totalmente di voglia, di impegno, di determinazione, giocando in modo indisponente e inaccettabile, perchè si può perdere, a maggior ragione contro una Roma più forte e lanciatissima da quando è arrivato Spalletti, ma bisogna almeno lottare e dare tutto in campo, cosa che non è assolutamente successa. E lasciamo perdere il "bel giuoco" che non si è quasi mai visto in queste sei partite, nonostante i patetici tentativi del presidente Berlusconi di notare progressi che solo lui ha visto, per difendere la sua cervellotica decisione di cacciare un allenatore con il quale non aveva legato per affidarsi a Brocchi, che in fondo non avrebbe grandi colpe, ma siccome ultimamente al Milan pagano solo gli allenatori anche e soprattutto per gli errori degli altri, per coerenza anche lui deve finire sul banco degli imputati come Allegri, Seedorf, Inzaghi e Mihajlovic, anche perchè diventa indifendibile quando fa notare quasi indispettito che a questa squadra contro la Roma è mancato tutto, cioè voglia e atteggiamento, perchè fino a prova contraria tocca a lui dare le giuste motivazioni alla squadra.

L'unico a salvarsi dalla rabbia dei tifosi rossoneri è stato, ovviamente, Abbiati, che dopo 15 anni ha dato l'addio a San Siro raccogliendo applausi, cori, striscioni di saluto prima, durante e dopo la partita, anche se non ha potuto entrare in campo per l'ultima volta perchè Brocchi aveva già effettuato i tre cambi sostituendo giocatori di movimento, quindi l'attesa staffetta con il suo erede Donnarumma non c'è stata e anche questo la dice lunga sul caos e la confusione che regna sovrana in casa Milan, visto che bastava gestire meglio le sostituzioni per dare la possibilità a un amico e compagno di tante vittorie di fare l'ultima meritata passerella davanti al proprio pubblico. La pugnalata al cuore già sanguinante dei depressi tifosi rossoneri è arrivata dopo, quando nelle interviste Abbiati ha confessato di ritirarsi perchè non vede più il suo Milan, ci sta male, quindi meglio dire basta; in effetti si pensava che il portiere protagonista di tanti trionfi con parate decisive (quella su Bucchi a Perugia nel 1999, quella su Kallon nel finale dell'Euroderby di ritorno del 2003 e quella su Thiago Motta nel derby scudetto del 2011, tanto per citare le tre più famose) volesse proseguire per un altro anno, invece è arrivata questa decisione improvvisa ma motivata dall'amarezza del momento terribile che il Milan sta vivendo e non possiamo che dargli ragione, perchè nessuno ormai riconosce più in questa squadra allo sbando il Milan che fu e che tanto ci ha fatto divertire e godere. Grazie di tutto Christian e il saluto dei tuoi tifosi e della tua curva è stato ampiamente meritato; è scappata qualche lacrimuccia in campo a te ma anche sugli spalti da parte di chi ha vissuto con te e grazie a te tante emozioni e tanti momenti belli; lascia il Milan anche l'ultimo dei senatori e d'ora in poi saremo ancor più soli e senza punti di riferimento in uno spogliatoio che sembra ormai senza controllo e questa è la cosa più preoccupante.

La partita ha detto davvero poco, perchè la superiorità della Roma è stata a tratti addirittura imbarazzante e i giallorossi hanno avuto anche pietà evitando di infierire e, come si dice in questi casi, di "sparare sulla Croce Rossa", visto che potevano chiudere il primo tempo in vantaggio già di tre o quattro reti e, invece, hanno dilagato solo nel finale, sprecando molte occasioni e limitandosi a giocare al piccolo trotto. Il Milan, invece, si è semplicemente dimenticato di giocare o forse non ne ha avuto voglia, magari nascondendosi dietro alla scusa della testa già rivolta alla finale di Coppa Italia; sta di fatto, però, che la prestazione è stata imbarazzante e pessima da parte di quasi tutti, visto che si è salvato il solito Donnarumma e nessun altro. L'indisponente Balotelli ha pagato per tutti con una sostituzione nell'intervallo, ma questa era la classica situazione in cui erano da sostituire tutti, ammesso e non concesso di trovare qualcuno che avesse più motivazioni degli undici scesi in campo dall'inizio. Brocchi ha lanciato il giovane Locatelli, alla prima da titolare, che ha mostrato personalità e buone doti, ma non poteva essere certo lui a guidare fuori dalla tempesta una nave alla deriva; una difesa sperimentale (con Romagnoli terzino sinistro, De Sciglio a destra e la coppia centrale Alex-Mexes) si è aperta come il Mar Rosso davanti alle verticalizzazioni dei Mosè giallorossi compiendo errori imbarazzanti; il centrocampo è stato travolto dal pressing e dal palleggio dei romanisti, perchè Kucka è trasfigurato da quando non c'è più Mihajlovic, Bertolacci è ormai in stato confusionale e non ne azzecca più una e anche il trequartista Honda ha profondamente deluso, sbagliando passaggi e tiri; come già detto, stendiamo un velo pietoso sulla prestazione di Balotelli, ma non è che sia Bacca che Luiz Adriano (che lo ha sostituito) abbiano fatto molto di più; il brasiliano ci ha messo impegno, Bacca ha segnato il gol della bandiera, il 18° del suo campionato, ma anche lui con Brocchi rende meno di prima. Il crollo nelle prestazioni di molti giocatori deve far riflettere: mancanza di motivazioni, volontà di remare contro Brocchi perchè affezionati a Mihajlovic o semplice confusione mentale per essere passati ad un sistema di gioco diverso nelle ultime giornate? Tutto è possibile, ma sta di fatto che i tifosi rossoneri non meritano umiliazioni come questa e sono davvero al limite della sopportazione. In campo si è vista solo la Roma, che ha giocato, creato e sprecato occasioni, tirato spesso in porta, segnato e vinto facilmente e meritatamente; il Milan ha assistito passivamente per tutto il primo tempo e ampia parte della ripresa: nei primi 45 minuti ci ha provato solo Honda con un tiro troppo molle, mentre i giallorossi hanno avuto vita facile nell'affondare come una lama nel burro della difesa rossonera, con Alex in versione horror che ha commesso errori allucinanti. Nella ripresa il Milan ha avuto subito l'occasione per pareggiare ma l'ha sprecata con un tiro altissimo di Honda che ha fatto andare su tutte le furie il già spazientito pubblico di San Siro e poi i rossoneri sono affondati, colpiti dal gol di El Shaarawy (che non ha esultato) e poi da quello di Emerson che ha dato al punteggio le giuste proporzioni per ciò che si è visto in campo e fa davvero male dover ammetterlo.

Finisce così in modo pessimo un campionato iniziato male e proseguito decentemente nella fase centrale (tra fine andata e inizio ritorno con i nove risultati consecutivi); chi non apprezzava Mihajlovic ora forse dovrà ricredersi e ammettere che il tecnico serbo aveva ragione quando disse con amarezza (e onestà) che con questa squadra non si poteva fare di più e ottenere risultati migliori; si è provato a dare una svolta tardiva e sbagliata e la squadra è crollata e si ha la sensazione che ora il caos regni sovrano a Milanello e dintorni. In questo clima di smobilitazione bisogna prepararsi alla finale di Coppa Italia e al momento anche solo sperare di fare bella figura sembra impresa ardua ed essere ottimisti e credere nella vittoria è davvero difficile, perchè questo Milan dà l'impressione di essere allo sbando e l'ultima esibizione in campionato è stata un disastro totale, l'emblema di un'altra stagione da dimenticare in fretta se non fosse che all'orizzonte c'è un futuro nebuloso e senza certezze che fa ancor più paura e mette angoscia in chi ha il Milan nel cuore.


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