.

Io Ibra biografia firmata 101 volte, record e TOP. Robinho lontano dal top e dai top, è FLOP

di Stefano Maraviglia

Stesso campo, ma avversario completamente diverso, il Milan in pochi giorni ha dovuto rivedere piano tattico e approccio mentale. Prima il Barcellona dei marziani, gli alieni atterrati sulla terra e vestiti di blaugrana, poi il Chievo degli umili, di chi in ritiro usa tinozze piene di ghiaccio per temprare i muscoli, la compagine che con la rosa al completo vale la meta di una delle stelle in dote alle big. I risultati sono stati diversi così come le aspettative del popolo rossonero che sperava nel colpaccio europeo, ma che si è dovuto accontentare di zero punti, tanta grinta e determinazione. A differenza di quanto visto mercoledì, contro i clivensi sono arrivati gol, spettacolo e i tre punti, frutto di una prestazione vicina alla perfezione.

1° TOP - ZLATAN IBRAHIMOVIC: tutti gli chiedevano di punire il Barcellona, nessuno ha avuto il coraggio di dirglielo di persona, lui non ha guardato in faccia alla competizione e ha "schiaffeggiato" Guardiola (capace di difendersi e rispondere, solo grazie ad un collettivo fantastico). Lo svedese contro il Chievo illumina la scena, è centravanti, seconda punta e trequartista, mica male per uno che veniva etichettato come solista poco partecipe nella squadra.

2° TOP - IGNAZIO ABATE: non ci stancheremo mai di elogiare il terzino rossonero. Troppo bello vedere un nome così "piccolo" e semplice, dominare il ruolo occupato da mostri sacri o elementi tanto pompati da critica e addetti ai lavori. Igna figlio della gavetta e di un progetto che non lo ha mai tagliato fuori, raccoglie oggi i frutti dolcissimi di tanti sacrifici. Semplicemente magnifico nella sua falcata mai troppo raffinata, ma tanto virile e ficcante. I compagni lo cercano con continuità, sull'out destro la garanzia è illimitata, ben oltre i centomila chilometri.

3° TOP - ADRIANO GALLIANI: saranno solo rumors, ma il fatto che Carlos Tevez venga accostato con tanta insistenza al Milan è sintomo che in via Turati qualcuno pensa ancora in grande. Nessuna voce ufficiale, ma per il criterio: "Meglio un fenomeno in più che uno in meno", basta questo a portare  positività, anche se parte del tifo chiede innesti in mediana.

4° TOP - MARCO AMELIA: contro il Chievo ha visusto il match quasi da spettatore, eccezion fatta per qualche intervento di routine. E' proprio per questo e per la grande capacità di evitare polemiche che il n.1 romano, oggi si guadagna una piazza tra i migliori. Semplice, silenzioso e affidabile tanto con le mani, quanto con i piedi, sarà pure un comprimario, ma oggi somiglia più ad un lusso.

Tanti sarebbero stati i meritevoli di lode, Thiago Silva, Nesta, Antonini, Nocerino, Boateng oggi però era importante sottolineare chi davvero a suo modo sta trascinando il Milan e chi nell'ombra sa rendere il lavoro "sporco", tanto importante.

1° FLOP - ROBINHO: non riesce a pungere come lui sa fare. In area di rigore manca sempre di uno per arrivare a trenta, lontano dalla zona calda si mette in mostra per buone iniziative, spesso lasciate incompiute. Il mercato lo vede protagonista di rumors che siano queste voci a distrarlo? Fino ad eventuali ingaggi e ufficializzazioni, il brasilianio deve restare sereno e pensare solo a divertirsi, ciò che tutt'ora lo rende unico.

2° FLOP - ALEXANDRE PATO: contro la Fiorentina importanti segnali di ritorno più che risveglio, contro i blaugrana un match sottotono, contro il Chievo una partita nella norma. Giustificatissimo perchè di ritorno da un infortunio che lo ha leso più psicologicamente e nell'animo che nel fisico, il n.7 deve però tornare a fare ciò che meglio sa: correre, dribblare e segnare, solo così terrà lontana la paura e gli infortuni.

3° FLOP - MARK VAN BOMMEL:  la prestazione di ieri sera contro il Chievo, lo fionderebbe di diritto tra i migliori in assoluto, visto però il recente trascorso poco brillante è giusto andare per gradi e dunque collocare l'olandese sul gradino basso del podio dei peggiori. Contro i veronesi MvB ha confermato di essere un giocatore tutt'altro che stanco o meglio finito, questo però dev'essere un punto di partenza per confermarsi leader come nella scorsa stagione. Va ribadito il concetto: ragionando sull'arco di tempo e non sulla prestazione singola, oggi l'olandese non riesce ad imporsi tra i Top.


Altre notizie
PUBBLICITÀ