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Con Ibra si vola, TOP. Abate: calcio, calci e quel rosso ingenuo, lieve FLOP

di Stefano Maraviglia

I momenti che precedono il derby sono forse quelli più intensi dell'intera stagione, figuriamoci quando si parla dell'aspirante capolista pronta e smaniosa di staccare la rivale da tempo reginetta della stracittadina. Gli animi come testimoniato anche dai giocatori, si scaldano, sale la pressione e si respira un'atmosfera elettrica, quasi pepata. In campo ventidue e più atleti si contendono l'onore e qualcosa di più, tra tutti ci sono comunque alcuni che spiccano per il peso specifico della loro prestazione.

1° TOP - ZLATAN IBRAHIMOVIC: il tifo rossonero gli chiede solo un favore, quello di segnare nel derby per battere la propria ex squadra, lui lo fa. Da solo tiene testa ad un intero reparto, soggioga tale Lucio e umilia sotto tutti i punti di vista mr. Materazzi. Segna sotto la curva nord e lancia un'occhiata tanto malandrina quanto provocatoria, mentre assume l'ormai abituale posa del Cristo Redentore di Rio de Janeiro. L'umiliazione è servita, questa volta l'ombrello mostrato con tanto di gesto da Moratti qualche derby fa, non serve a riparare i nerazzurri dalla tempesta ormonale del tifo milanista.

2° TOP - IL DUO ALESSANDRO NESTA - THIAGO SILVA: continuiamo nel nostro personale appello, urgono eredi del duo ad oggi forse, più forte al Mondo. Tanta classe e determinazione viene difficile da trovare nelle altre compagini europee, neanche il tanto celebrato Barça, può permettersi due fenomeni di tale levatura nello stesso reparto difensivo. La speranza è quella che Galliani stia già lavorando al futuro, avendo individuato i nomi del domani. Un patrimonio come quello in dote al Milan, va preservato e mantenuto negli anni.

3° TOP - CENTROCAMPO MUSCOLARE E CLARENCE SEEDORF: sembrava un paradosso immaginare il Milan senza Andrea Pirlo, invece Allegri ha saputo ovviare a tale necessità, proponendo uno schema che per assurdo si sta dimostrando anche più azzeccato di quello "storico". Muscoli, corsa e grinta, per una mediana tutta studiata sull'agonismo, leggermente più avanzato il cervello rossonero, individuato in Clarence Seedorf. L'olandese riproposto nel ruolo a lui più congeniale, sta dando ottimo supporto all'attacco, non disdegnando però la partecipazione in fase difensiva. Gli applausi di ieri, hanno reso omaggio ad un campione troppo spesso bersagliato da tifosi e critica, va detto che in molte occasioni, è stato lo stesso atteggiamento del n.10 ad indurre i supporters rossoneri, ad uno sprono poco simpatico.

4° TOP - MISTER MASSIMILIANO ALLEGRI: vince in partenza il suo derby personale con Benitez, le telecamere indugiano e quello sulla panchina rossonera è senza dubbio il tecnico più bello tra i due. Berlusconi mostra di aver centrato la scelta, poi il campo lo celebra evidenziando l'ottimo tempismo delle scelte. Azzecca tutto i ltecnico rososnero, vederlo dimenarsi lungo l'out, fa intuire quanto di suo ci sia nella grinta e nel cuore della squadra.

Senza tardare, andiamo ad individuare chi ha meno brillato nella battaglia dell'arena milanese, tornata milanista.

1° FLOP - L'INGENUITà DI ABATE: ottima partita votata al contenimento della furia Eto'o, ottimi ripiegamenti difensivi e sortite offensive. Fin quì tutto ok, ci starebbe addirittura il podio tra i "Top" per il giovane campano, se solo non avesse macchiato la propria prova con quel cartellino rosso. La seconda ammonizione, frutto più delle fantasie dell'arbitro che del regolamento, ha inficiato l'ottima prestazione fornita dal laterale, distintosi per tanta corsa e grinta. Solo i tre punti finali conquistati dai rossoneri, pareggiano l'amarezza per l'accaduto e per quel Pandev rimasto impunito dopo aver alzato il polverone.

2° FLOP - IL RISCHIO ESPULSIONE DI GENARO GATTUSO: viene ammonito e da lì in poi fa vivere ai tifosi rossoneri un match con il cuore in gola e le palpitazioni a mille. Solita grinta e utilità tattica, il ritrovato splendore lo lancerebbe alla grande tra i migliori, ma la foga e l'adrenalina evidenziate dal campo, obbligano Allegri a mandare sotto la doccia (pur contro voglia), il proprio n.8. La rinuncia risulta azzeccata, salva l'incolumità del giocatore (a livello di sanzioni dirette), e preserva il ricordo dell'ennesima ottima prestazione. Ribadiamo però che la troppa foga avrebbe potuto vanificare tutto.

3° FLOP - ANDREA PIRLO: entra in campo senza incidere particolarmente, la battaglia e la muraglia eretta dal Milan a difesa del risultato lo penalizzano in maniera assoluta. Si mette al servizio della squadra in fase di contenimento, ma la classe eccelsa, gli impedisce di rendere al pari del miglior Gattuso. Buono comunque l'impegno, per dribbling e lanci da 70 metri, possiamo aspettare il prossimo match.
 


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