.

Quarta parte - Nozze d'argento con uno scudetto: testa a testa avvincente, poi il regalo del Barone, il ritorno del Cigno e...

di Giuseppe Bosso
Fonte: Milan news

La batosta rimediata a San Siro, almeno sul campo, nell’immediato non ha ripercussioni sul Napoli, che superato lo choc per la prima sconfitta stagionale inanella una serie di sette vittorie consecutive – ad oggi record assoluto nella storia del club partenopeo – che potenziano il primato in classifica di Maradona & c.
Il Milan, invece, tra febbraio e marzo, pur senza rimediare sconfitte, rallenta in trasferta mentre a San Siro continua a macinare avversari. Si comincia a Firenze, dove i viola rischiano di ripetere lo scherzetto dell’andata con Di Chiara; ma capitan Baresi dal dischetto firma il pari. La domenica seguente è il Cesena a soccombere al Meazza con un perentorio 3-0, firmato da Evani, Massaro e dall’ennesima prodezza di Gullit. L’olandese, però, la domenica seguente è protagonista in negativo ad Ascoli, quando viene espulso dall’inflessibile arbitro Cornieti – scomparso da qualche anno – che gli mostra il ‘rosso’ in risposta ad un inchino che il Tulipano, negli spogliatoi, spiega essere stato ironica risposta a una decisione non condivisa. “Spero di trovare arbitri con maggiore senso dell’umorismo in futuro” commenta Ruud negli spogliatoi; i marchigiani ancora una volta con Destro, come in Coppa Italia, spaventano il Diavolo, ma stavolta è Massaro a raddrizzare il match. Ma intanto il Napoli, travolgendo l’Avellino per 4-0, vola a +5 sui rossoneri, e ad undici turni dalla fine pare davvero chiudere il discorso scudetto. Ma a dispetto delle vittorie consecutive l’umore nello spogliatoio napoletano è tutt’altro che positivo, tra un Maradona che diserta gli allenamenti e un Bianchi ormai in rottura con buona parte del gruppo storico della squadra.
Il Milan, insomma, non ha ancora alzato bandiera bianca, e lo dimostra battendo la Sampdoria per 2-1: apre le danze Virdis, su rigore pareggia Bonomi ma nel finale è Paolo Maldini a regalare il successo alla sua squadra. Poco più che ventenne, Paolo è ormai un punto fermo della squadra, e non di rado riesce anche a segnare reti di pregevole fattezza.
Il divario tra Napoli e Milan si riduce il 6 marzo di una lunghezza, nonostante i ragazzi di Sacchi non vadano oltre il pareggio a reti bianche in casa contro l’ostico Verona di Bagnoli. Il merito va al Barone Liedholm, che con la sua Roma riesce ad espugnare per 2-1 il San Paolo, mostrando con tutta evidenza le lacune degli azzurri in piena fase calante.
E infatti, nel turno seguente, entrambe le contendenti non vanno oltre il pareggio: il Milan, sul campo del Torino, sbaglia un rigore con Baresi, va sotto nel finale con Bresciani ma immediatamente acciuffa i granata con Ancelotti, mentre ad Empoli Maradona & c. non riescono a scalfire la difesa dei toscani che pure languono mestamente all’ultimo posto.
È quindi il Pescara a cadere a San Siro sotto i colpi di Massaro e Gullit, mentre il Napoli ha una netta ripresa battendo 3-0 il Como. Niente di nuovo la domenica seguente, dove tutte e due le squadre non vanno oltre un pareggio a reti bianche fuori casa, rispettivamente al Partenio di Avellino e al Comunale di Torino contro i granata.
Ma intanto dall’infermeria giunge per Sacchi una lieta notizia: Marco Van Basten è guarito ed è finalmente pronto per tornare in campo. San Siro riabbraccia il suo Tulipano non ancora sbocciato il 10 aprile, in occasione della gara interna contro l’Empoli; Marco inizialmente è in panchina e vede i suoi compagni non riuscire a scalfire la difesa toscana; quindi mister Arrigo lo butta nella mischia al posto di Virdis, nella ripresa, e al minuto 61 è proprio lui a regalare il successo ai suoi compagni, nel tripudio della tifoseria che da tempo aspettava l’esplosione dell’altro fuoriclasse del Paese dei mulini a vento. Ma il distacco con il Napoli resta invariato grazie a Maradona che decide la sfida tra gli azzurri e l’Inter.
Il momento-chiave della stagione è però arrivato: il 17 aprile il Milan va a Roma per affrontare i giallorossi, e stavolta, senza petardi di sorta, la vittoria è netta e incontestabile: 2-0 firmato da Virdis e Massaro; ma a rendere speciale ai tifosi questa domenica sono le notizie che arrivano dal Comunale di Torino, dove la Juventus ha battuto per 3-1 il Napoli grazie alle reti di Cabrini, di De Agostini e di Ian Rush, in una delle poche giornate fortunate della breve e disastrosa avventura italiana del centravanti gallese. Ora sono solo due i punti di distacco, e restano ancora quattro giornate, compreso lo scontro diretto che si svolgerà al San Paolo il 1° maggio. I tifosi rossoneri cominciano davvero a credere nel miracolo, e le speranze aumentano la domenica prima della sfida dell’anno, quando il derby della Madonnina è un monologo rossonero: l’Inter praticamente non gioca, Gullit nel finale di primo tempo a coronamento di un assedio senza sosta batte Zenga con un tiro che scavalca il portiere nerazzurro e carambola in rete dopo aver colpito la traversa; a inizio ripresa il colpo del k.o. è firmato da Virdis che, rubata palla a Passarella, scavalca il portiere nerazzurro – che nel dopopartita dichiara “mi vergogno di come abbiamo giocato” – e deposita in rete mandando in visibilio i tifosi rossoneri,che da Tutto il calcio minuto per minuto apprendono che al Bentegodi di Verona gli uomini di Bagnoli, andati in svantaggio con l’ennesimo gol di Maradona, hanno raggiunto sull’1-1 gli azzurri permettendo al Milan di avvicinare i partenopei di un’altra lunghezza, alla vigilia dello scontro diretto che varrà una stagione. Tutta Italia attende con trepidazione l’esito della sfida del San Paolo tra il Pibe de Oro e i Tulipani rossoneri.


Altre notizie
PUBBLICITÀ