Una gara al Max, una gara da Milan: ecco le risposte che cercava l'allenatore
Il Milan vince e convince, batte 3-1 il Como e continua a mettere pressione all'Inter, sempre in testa alla classifica. E' stata una prestazione alla Massimiliano Allegri ed è proprio quello che ci voleva dopo le ultime gare in cui si era visto un Diavolo troppo molle, delicato, lontano da quella che è sempre stata la filosofia del tecnico livornese. A Como, invece, in una trasferta insidiosa, contro una delle squadre più in forma dell'attuale campionato, il Milan è tornato a fare il Milan dando risposte importante, prima di tutto, a sé stesso.
Una gara sporca, di quantità, di maturità. Pochi estetismi, non ne servivano. Occorrevano soltanto quei tre punti per allontanare fantasmi e critiche e per avvicinarsi ancora ai cugini, che continuano a sentire il fiato sul collo. E' stata la gara di Mike Maignan, che ha dimostrato ancora come il rinnovo di contratto sia benevolo per entrambe le parti.
E' stata la prestazione maiuscola di Adrien Rabiot, che quando gioca come soltanto lui sa fare diventa incontenibile. E' stata la conferma di Christopher Nkunku, ancora a segno e che finalmente si è sbloccato. E' stata la gara di Niclas Fullkrug, che ha dimostrato il significato di sacrificio, ruggendo come un leone.
In 90 minuti, Allegri ha ottenuto forse più risposte di quante ne stava realmente cercando. Il Milan ha vinto una gara complicata, nonostante un Como in ottima forma ma che non è riuscito a pungere come al suo solito. Perché i rossoneri sono stati bravi a rendere sporco il gioco quasi sempre fluido dei ragazzini terribili di Cesc Fabregas. Ed è qui che si vede l'Allegri maestro nel preparare le partite, a dimostrazione di come l'estetica, nel calcio, sia sempre relativa. Tre punti servivano e tre punti sono arrivati. Utili per la classifica, per la mentalità e per gli stati d'animo collettivi. Adesso la testa è già al prossimo impegno, da affrontare con il medesimo spirito, con lo stesso carattere. Per dimostrare di poter ambire al massimo, per dimostrare di essere nuovamente squadra.