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Un Milan dai due volti: Furlani-Tare e una programmazione da definire

di Federico Calabrese

Marzo porta dietro di sé dubbi e pensieri. Non soltanto il campo ma anche quella che sarà la programmazione futura del Milan. Il club rossonero, in estate, dovrà risolvere un rebus che potrebbe condizionare le mosse tecnico-tattiche. Ne parla l'edizione odierna del Tuttosport, che analizza ampiamente le due anime che convivono a Casa Milan. Una rappresentata dall'ad Giorgio Furlani, l'altra dal direttore sportivo Igli Tare, scelto inizialmente da Cardinale e Zlatan Ibrahimovic ma poi portato in rossonero proprio da Furlani dopo il mancato arrivo di Fabio Paratici. 

E proprio questo doppio binomio deve essere risolto in casa Milan, perché le decisioni devono essere prese in un'unica direzione, così come la filosofia e gli obiettivi da perseguire devono essere gli stessi. Due ragionamenti diversi, due teste diverse possono portare caos. In società ma anche in quelle che sono le scelte di campo. Nelle ultime mosse di mercato rossonero c'è stata conferma di questo: da Jashari e Ricci, presi quando c'era già Modric, fino al caos invernale con Fullkrug e Mateta. 

E' chiaro che il mercato cambia volto alla squadra, ed è chiaro che Massimiliano Allegri si aspetta una squadra pronta per lottare in Serie A e in Champions League. Una squadra costruita con chiarezza, con criterio e senza immergersi in contrapposizioni che potrebbero soltanto alimentare ulteriore caos.

La coperta è corta e questo è un dato di fatto, i tasselli mancanti sono evidenti: dalla difesa fino alla benedetta punta, tanto bramata da Allegri. Il prossimo mercato, però, dovrà essere costruito nel migliore dei modi, da capire però - come sottolinea il quotidiano nell'edizione odierna - quale "anima" del club accontenterà Max. Che per il futuro si aspetta una rosa in grado di poter competere su tutti i fronti, una squadra costruita secondo quelle che sono le esigenze dei rossoneri e secondo quella che è stata e sarà la filosofia di Max.


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