Tutti i dubbi su Clarence Seedorf
Campione, personaggio, uomo carismatico: caratteristiche che hanno contraddistinto la decennale carriera in rossonero di Clarence Seedorf, soprannominato non a caso "professore". Doti che sembrano aver convinto Silvio Berlusconi a posizionarlo sulla panchina del Milan in sostituzione di Massimiliano Allegri, nonostante quest'ultimo abbia raggiunto gli obiettivi prefissati (contro ogni pronostico). I dubbi sull'olandese, tuttavia, sono considerevoli e decisamente vasti, e non interessano solamente l'opinione pubblica: anche Adriano Galliani, come narrano le indiscrezioni degli ultimi giorni, non pare entusiasta di quest'idea, preferendo nettamente un tecnico d'esperienza (Allegri in primis). Abbiamo già elencato le qualità di Clarence, ma quali sarebbero i contro di questa scelta? Di fatto, Seedorf non è un allenatore, o meglio non lo è ancora. Questa è già un'incognita abbastanza significativa e il salto campo/panchina, come già dimostrato in passato, è più esteso di quanto si pensi. Grande giocatore non equivale a grande allenatore, almeno non sempre. Seedorf potrebbe diventare un grandissimo tecnico, ma al momento è ancora un calciatore del Botafogo. Il secondo punto è legato al gruppo: questo Milan è giovane, bisognoso di una guida e di un insegnante di calcio, capace di gestire le situazioni e le dinamiche dello spogliatoio. Seedorf ha vissuto tutto questo da giocatore, ma nessuno ci assicura che sappia continuare il progetto giovani, iniziato con grande abilità da Massimiliano Allegri. Poi c'è la componente tattica, ma si tratta della questione meno preoccupante, anche perchè i giocatori sono noti e le alternative al 4-3-3 poche. Scegliere Seedorf sarebbe dunque piuttosto coraggioso (un po' come cacciare Allegri), in un momento storico in cui servono più certezze che scelte ambiziose e di stile.