Tra politica e mercato con un sogno chiamato...
Mai come oggi la situazione politica italiana può fornire l'assist giusto al Milan. Che è in ovvia ripresa ma resta un lungo degente in una corsia di ospedale. Dopo il brutto ko contro la Fiorentina il Milan ha infilato la rimonta di Napoli, la qualificazione in Champions, la vittoria dal sapore dolce con la Juventus e una nuova rimonta contro un Catania ingenuo. Risultati ottimi che mettono in luce il lato buono del Milan, quello del carattere immutato e dell'orgoglio.
È palese però che la rosa manca di qualitá in molti reparti e soprattutto è corta. Difetti che El Shaarawy sta nascondendo da fuoriclasse a suon di gol e prestazioni umili. Ma che in societá sono ben noti. Manca un centrale giovane di livello su cui costruire il futuro, manca un attaccante che possa alleggerire il fardello sulle spalle del Faraone e un centrocampista che possa aiutare Montolivo a menare le danze.
Ed è qui che la prossima campagna elettorale entra propotentemente in gioco. Le elezioni in aprile e la caduta nei sondaggi del Pdl forzano il Pres a dare il via libera all'utilizzo del tesoretto per la cessione di Thiago Silva a gennaio. Non troppi soldi, 12-15 milioni, ma che possono rafforzare una rosa che verrá mutilata da qualche cessione. Lo ha confermato anche lo stesso Berlusconi ai giornalisti più fidati. I giocatori che non rientrano nel budget verranno tagliati da qui e giugno. Robinho, Mexes e probabilmente Pato, tutti tenutari di un contratto da 8 milioni lordi, sono i primi della lista a meno di una spalmatura. Poi si cercano acquirenti per Mesbah, Traorè e Flamini per abbassare la spesa degli ingaggi.
E poi arriveranno i colpi. Galliani si sta muovendo per Balotelli (prestito da un anno e mezzo più riscatto per il 2014, quando il suo contratto sará a 12 mesi dalla scadenza), ma l'operazione resta complessa. Se arriva SuperMario partirá Pazzini, destinazione Juventus.