Tonfo al San Paolo: allarme o normale amministrazione?
Sconfitta pesante quella del San Paolo, un tre a uno che scalfisce la stima di tanti tifosi rossoneri, disillusi da una squadra che non regge il confronto con quella che lo scorso anno ha dominato il campionato.
Ad essere sinceri, però, anche la scorsa stagione il Milan non ebbe un avvio brillante: tralasciando l’esordio con il Lecce (un 4-0 ottenuto contro una squadra a dir poco disorganizzata in quel momento della stagione), il Milan collezionò una sconfitta a Cesena e due pari, con il Catania a San Siro ed a Roma con la Lazio. Una serie di tre partite consecutive senza vittorie, seguita da 6 punti con Genoa e Parma, conquistati più grazie agli episodi (Ibra a segno con il grifone dopo una partita molto sofferta, mirabolante stoccata da 40 metri di Pirlo contro i ducali) che al gioco. Il Milan anche la scorsa stagione era apparso poco in condizione, scarico, forse sulle gambe, si parlava di una squadra Ibradipendente, incapace d’incantare, ma tenuta a galla dai gol del gigante di Malmoe.
Andando ancora indietro, salta agli occhi l’interminabile serie di 5 sconfitte inanellate dal Cagliari di Allegri nella stagione 2008/09, una squadra che poi stupirà tutti chiudendo al nono posto in campionato con 23 punti di vantaggio sulla zona retrocessione. Anche la stagione 2009/10 non parte benissimo per il tecnico toscano, che guadagna un solo punto nelle prime quattro di campionato con la compagine isolana.
Una costante nella carriera del Conte Max la condizione poco brillante delle sue squadre nella prima parte della stagione, settembre non sembra essere il suo mese, forse per i metodi, per la preparazione che il mister livornese impone al gruppo. Se a questo ci aggiungiamo l’assenza pesantissima di Ibrahimovic, uomo capace di fare la differenza da solo quando la squadra non gira a dovere; se ci mettiamo anche l’interminabile sfilza d’indisponibili e la difficilissima partita affrontata al Camp Nou martedì, per di più pressoché con gli stessi 11, ecco che la sconfitta del San Paolo appare meno inspiegabile.
Un Milan sicuramente poco brillante, ancora incapace di sfruttare a dovere le occasioni, gli episodi che fanno la differenza (capita due volte ad Aquilani il pallone “del destino”, si fa ipnotizzare prima da Bizzarri e poi da De Sanctis), quegli episodi che molto spesso lo scorso anno si trasformavano in gol dal peso specifico altissimo. Una partenza ad handicap, di quelle che fanno paura, ma che non hanno mai spaventato Massimiliano Allegri, che è stato capace di resistere sulla bollente panchina del Cagliari dopo 5 sconfitte (Donadoni è stato allontanato da Cellino prima dell’inizio della stagione per molto meno), che lascia trascorrere il mese nero, cosciente di avere per le mani una macchina capace di recuperare, un “diesel” affidabile e performante alla distanza.