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Tomori: "Tornare in Champions troppo importante. Siamo contenti con Allegri, Leao grande professionista"

di Francesco Finulli

Momento clou della stagione per il Milan che, tra due giorni, domenica sera a San Siro alle ore 20.45, affronterà la Juventus in un big match che mette l'Europa che conta in palio: con una vittoria la Champions League sarebbe decisamente vicina, con una sconfitta o un pareggio ci sarebbe ancora tanto da sudare dalle parti di Milanello. Protagonista sarà Fikayo Tomori che quest'anno ha ritrovato una certa continuità in campo con Allegri: il centrale inglese è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport

Ripartire

Nella sua chiacchierata, Tomori non guarda troppo al recente passato complicato ed evidenzia che l'importante era rimettersi subito in carreggiata: "Grazie alla vittoria a Verona, abbiamo iniziato bene la settimana. Dopo due ko, era importante prendere i tre punti al Bentegodi e lo abbiamo fatto. Ora lo spirito e il morale sono più alti. Potevamo fare meglio diverse cose come l'ordine tattico in una gara o la qualità dei passaggi in un'altra, ma nell'arco della stagione certi errori purtroppo capitano". Di fronte ci si ritroverà una Juventus che è in gran forma: "È una grande squadra, con grandi giocatori e un allenatore molto bravo. Conosco Boga da quando eravamo nelle giovanili del Chelsea: è forte come lo sono Yildiz, Thuram, Conceição e David". Al di là di tutto, l'obiettivo è chiaro a tutti e si chiama Champions League come lo stesso numero 23 rossonero ricorda: "Rispetto al tricolore del 2022 siamo rimasti io, Saelemaekers, Maignan, Gabbia e Leao: tutti vogliamo vincere ancora, vivere altri momenti come quelli. Quest'anno abbiamo creato una base con la quale possiamo crescere e fare meglio in futuro. Prima però qualifichiamoci alla Champions".

Futuro

Ed è proprio del domani e di quello che sarà che Tomori affronta come argomento ma partendo da cosa è cambiato quest'anno, l'allenatore: "Appena arrivato ci ha ricordato che negli ultimi 2-3 anni avevamo subito tante reti e che lui voleva portare più solidità in difesa. Ci ha trasmesso il desiderio di soffrire pur di non prendere gol e la sua voglia di vincere. Noi giocatori siamo contenti con lui perché è una brava persona e un allenatore molto preparato".  Per il futuro, Fikayo fatica a vedersi lontano da Milano anche se non si sbottona sulle trattative per il contratto: "Indosso questa maglia quasi da cinque stagioni e mezzo mezzo e mi sento milanistaContratto? Non ci penso tanto. Il club e i miei agenti trattano e io sono focalizzato sulle ultime cinque partite perché giocare la Champions è il nostro obiettivo". Poi un pensiero anche su Rafael Leao che sta vivendo il peggior momento da quando è arrivato a Milano: "Ci conosciamo da 6 anni ed è un grande giocatore. Ogni persona passa un momento in cui le cose che cerca di fare non gli riescono, ma tutti sanno la qualità che ha Rafa. Anche gli avversari lo conoscono e per questo lo raddoppiano o lo triplicano. È un grande professionista e vuole aiutare la squadra. Punte? Magari si sbloccheranno contro la Juve, tornare in Champions è troppo importante"


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