Testa, lavoro e fame: il Milan riparta dall'obiettivo Champions
Il pareggio contro il Como e la sconfitta con il Parma hanno rallentato (e di molto) la corsa, facendo scivolare vertiginosamente il Milan a -10 dall'Inter capolista. Un distacco che fa rumore, ma che non deve diventare un macigno mentale, anche perché la stagione rossonera non si può misurare su una settimana storta. Si misura su un percorso, su un'identità costruita giorno dopo giorno e su un obiettivo dichiarato con chiarezza da Massimiliano Allegri nel corso di tutti questi mesi: la qualificazione in Champions League,
L'obiettivo non cambia: Champions come priorità
Allegri lo ripete dall'inizio, senza nascondersi dietro a nulla: il traguardo numero uno per il Milan è tornare stabilmente nell'élite europea. Tutto il resto viene dopo. I 54 punti conquistati in sei mesi non sono frutto del caso, ma di organizzazione, equilibrio e crescita costante. Quella rossonera è una squadra che ha saputo reagire alla sconfitta all'esordio contro la Cremonese, trasformandola nella scintilla che ha acceso il motore. Oggi serve la stessa lucidità: niente processi, niente panico. Solo lavoro. Perché la classifica si muove con continuità, non con gli umori.
Compattarsi per ripartire
Adesso è il momento di fare squadra. Attorno al mister, all'ambiente, ma soprattutto attorno a se stessi. Le grandi squadre si vedono nelle reazioni, non nelle cadute. Questa battuta d'arresto contro il Parma può essere l'olio necessario per lubrifiare di nuovo ingranaggi, non la sabbia che blocca tutto. La macchina rossonera, guidata da Allegri, ha dimostrato di saper viaggiare a ritmi alti e costanti, non bene ma benissimo. Per questo motivo ritrovare compattezza, fame e concentrazione è la chiave per rimettersi in marcia. La Champions a questo punto non è più un obiettivo, ma quasi un obbligo. E dipende solo dal Milan.