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Tare-Milan: è addio. Pagherà solo per i suoi errori o anche per coprire quelli degli altri?

di Lorenzo De Angelis

Igli Tare, con ogni probabilità, non sarà il direttore sportivo del Milan nella prossima stagione. L'albanese è finito al centro delle valutazioni interne dopo un'annata complicata e un mercato che non ha decisamente dato le risposte attese. Gerry Cardinale ha parlato chiaramente di estate di valutazione e di stagione che rischia di trasformarsi in fallimento senza Champions. A questo punto la domanda da porsi è: può pagare solo Tare?

Errori evidenti, ma responsabilità condivise

Igli Tare ha commesso degli errori, intuiel girarci attorno. Alcune scelte di mercato pesano, soprattutto se si pensa agli investimenti su profili com Nkunku e Jashari, costati complessivamente circa 80 milioni di euro e mai realmente incisivi. In un club normale, il direttore sportivo risponde anche, e soprattutto, di questo. Ma il Milan degli ultimi mesi non è crollato solo per due acquisti sbagliati, ma per una gestione confusa, con ruoli poco chiari, tensioni interne, comunicazione debole e una linea sportiva mai davvero leggibile. 

Sarà l'unico sacrificato? 

Il punto politico è questo: Tare rischia di diventare il nome perfetto da consgnare alla piazza. Un responsabile visibile, spendibile, sacrificabile. Ma sarebbe troppo comodo raccontare che tutto nasca e finisca lì. Cardinale ha detto che verranno rivautati struttura, area calcio e modo di lavorare insieme allo staff tecnico e al direttore sportivo. Bene: allora la valutazione deve essere reale, non cosmetica. Perché se il Milan ha buttato via certezze, vantaggio e serenitàin questo ultimo mese, la responsabilità non può essere solo di chi ha fatto mercato. La domanda a questo punto resta lì, pesante: Tare pagherà solo per i suoi errori o anche per coprire quelli degli altri?


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