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Alla scoperta di Timmo Hardung: dal rapporto molto stretto con Krosche al suo metodo per scovare talenti. Ecco il ds che potrebbe arrivare al Milan

di Enrico Ferrazzi

Dopo aver sistemato la questione panchina con l'arrivo di Ruben Amorim, il Milan è vicino a chiudere anche lo sbarco in rossonero di Markus Krosche come nuovo responsabile dell'area tecnica milanista. Il club di via Aldo Rossi è al lavoro per liberarlo dall'Eintracht Francoforte con cui ha un contratto fino al 2028, pagando un indennizzo ai tedeschi. Con lui, che ha già dato il suo ok per Amorim, dovrebbe arrivare in rossonereo anche un direttore sportivo, vale a dire Timmo Hardung, pure lui sotto contratto con l'Eintratch. 

NUOVO DS MILAN: ALLA SCOPERTA DI TIMMO HARDUNG

Nato l'8 novembre 1989 a Heidelberg, Hardung non ha avuto un passato da calciatore, ma il pallone è sempre stato nei suoi pensieri. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport a novembre 2025, il tedesco ha raccontato come ha fatto ad arrivare a certi livelli: "Io non ho giocato a livello professionistico, nemmeno nelle giovanili. Anzi, ho capito presto che non avevo i mezzi per farlo (ride, ndr). Non ho un padre famoso e non conoscevo nessuno nel mondo del calcio. Ma avevo un sogno e ho sgobbato duro per arrivare, imparando dalle persone con cui ho avuto la fortuna di lavorare. Sì, sono stato anche fortunato". La sua carriera dirigenziale è iniziata nel settore giovanile dell'Hoffenheim dove ha lavorato come collaboratore per tre anni, poi ha scalato le gerarchie fino ad arrivare in prima squadra nel 2015 come team manager. Ma la svolta della sua carriera arriva nel 2019 quando passa al Lipsia di Ralf Rangnick. Ed è proprio qui che conosce Krosche. Da quel momento i due iniziano a lavorare insieme e continuano a farlo anche all'Eintracht Francoforte dove si trasferiscono entrambi nel 2021. Hardung inizia come stretto collaboratore di Krosche e poi nel 2023 viene nominato nuovo direttore sportivo del club rossonero dove coordina una struttura composta da più di 70 dipendenti tra scouting, area tecnica, organizzazione della prima squadra e sviluppo sportivo.

NUOVO DS MILAN: IL METODO DI HARDUNG

Il modo migliore per capire come lavora per scovare talenti è farlo attraverso alcune sue dichiarazioni. In un'intervista a Transfermarkt ha spiegato: "È tutta una questione di talento. Il nostro compito è trovare un giocatore di talento, ma magari non ancora al massimo livello. Spesso si tratta di giocatori che non sono ancora riusciti a esprimere il loro massimo potenziale. Nel calcio c'è anche un po' di fortuna, chiunque affermi il contrario mente. Certo, si può ridurre al minimo l'influenza della fortuna con il duro lavoro". A novembre 2025, prima della partita di Champions League dell'Eintracht in casa del Napoli (risultato finale 0-0), ai microfoni della Gazzetta dello Sport, il tedesco ha raccontato che, oltre a scovare un talento, è fondamentale metterlo nelle condizioni migliori per crescere, maturare e rendere al meglio: "E’ un lavoro di gruppo e non c’è una ricetta segreta. Il primo passo è individuare il talento in giro per il mondo e riuscire a portarlo a Francoforte a condizioni opportune. Poi bisogna fare di tutto per mettere a proprio agio il calciatore. Se è giovane, permettergli di sbagliare. E crescere, anche attraverso allenamenti specifici e soprattutto individuali".

IL METODO HARDUNG PUO' FUNZIONARE AL MILAN?

In poche parole il "metodo Hardung" consiste in un grande lavoro a livello di scouting, investimenti mirati, capacità di creare valore, rivedendere a cifre elevate e poi ricominciare tutto da capo. Questo non vuole dire non ottenere anche ottimi risultati in campo: "C’è un filo sottile che lega il player trading e lo scouting. Se riesci a stare in equilibrio e a superare le ovvie difficoltà all’inizio di ogni ciclo, poi replichi anche i risultati sul campo" le sue parole sempre alla Gazzetta. Sullo stile di gioco, il tedesco vuole un calcio offensivo e moderno: "Mettere grande energia in campo, creare occasioni e accettare i rischi. Se giochi con coraggio, puoi anche subire gol, non è un dramma. Io penso che la bellezza del calcio sia segnare gol". Sarà possibile questo tipo di calcio e di metodo di lavoro anche in un top club come il Milan? Solo il tempo lo dirà.


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