Ricci, serietà e intelligenza. Ottimo ingresso col Pisa, lui parla da "Allegriano"
Durante l'estate per tanti Samuele Ricci poteva essere "solo" un doppione di Modric e Jashari, l'ennesimo giocatore da far giocare solo davanti alla difesa. Nel primo allenamento a Milanello della nuova stagione Allegri lo vestì immediatamente con la casacca arancione da vertice basso che doveva cominciare l'azione per entrambe le squadre in campo per la partitella. Dal Torino al Milan, con il massimo rispetto per i granata, il passo è grande: San Siro non fa prigionieri e, anche in annate come questa che stanno andando su binari positivi, difficilmente perdona qualcosa a chi non si rivela subito adeguato.
Allegri è un ottimo gestore, Ricci si è dimostrato un ragazzo estremamente intelligente e recettivo e ha avuto la fortuna di avere davanti due pesi massimi come Modric e Rabiot. Il mister ha poi deciso le "coppie": davanti alla difesa ci giocano Modric e Jashari, mentre Ricci va a rimpolpare la batteria di mezz'ali insieme a Rabiot, Fofana e Loftus-Cheek. Meno pressione, meno responsabilità, più spazio per la sua gamba. Tra i pari ruolo infatti Samuele è il più giovane e fresco.
E così il numero 4 si sta ritrovando in una stagione da venti presenze in Serie A finora, di cui nove da titolare, con un gol e tre assist. Complici infortuni e squalifiche varie si è dimostrato sempre pronto e affidabile, offrendo un rendimento costante. Qualche partita in ombra, ma l'impegno ci è sempre stato: gli ultimi ingressi, soprattutto quello di Pisa, sono stati particolarmenti positivi. L'ex Toro ieri ha giocato da mezz'ala nel 4-3-3 e anche da esterno nel 5-4-1 finale imbastito da Allegri. L'assist per Modric, fantastico il croato nel pescarlo tra le linee, è stato un bel riconoscimento per un ragazzo che il mister e Landucci hanno sempre inquadrato come serio, intelligente ed affidabile.
Anche le dichiarazioni post partita danno l'idea di un giocatore che ha capito alla perfezione l'ambiente in cui si trova: "Bisogna sentirci tutti titolari. A volte capita che giochi dall’inizio, delle volte capita che entri 5 minuti o un quarto d’ora. Devi essere sempre pronto. Non vestiamo una maglia qualunque, bisogna sempre onorarla e dare più di quello che possiamo, più del 100%. Il mister dall’inizio ha sempre puntato sul carattere e la mentalità e sulla voglia di vincere. Oggi forse è stata una partita un po’ brutta ma portare via 3 punti da un campo così difficile è sintomo che è una squadra sta bene anche se alle volte non giochiamo benissimo ma miglioreremo sicuramente”.
Ora contro il Como mercoledì, vista la squalifica di Rabiot, aumentano le chance di vederlo titolare: l'avversario è uno di quelli tosti, uno di quelli che non lasciano respiro a centrocampo con un gran pressing. Da mezz'ala può fare la differenza con i suoi inserimenti e con un tiro che al Milan ha fatto vedere ancora poco: al Torino ha risolto spesso la situazione con delle botte da fuori. Per un ragazzo che ha confessato la sua fede milanista fin da bambino non sarebbe male trovare la prima rete a San Siro.