Retegui il profilo giusto per Allegri, ma l'ingaggio resta il vero ostacolo
Il nome di Mateo Retegui torna con forza nei pensieri del Milan. L'attaccante italo-argentino, già seguito dai rossoneri la scorsa estate prima della scelta di trasferirsi all'Al-Qadisiya, sarebbe stato uno dei tempi principali dell'incontro tra Igli Tare e Alessandro Moggi. Non è un mistero, infatti, che il club sia ancora alla ricerca di un centravanti vero, capace di raccogliere l'eredità lasciata da Olivier Giroud e di garantire peso offensivo, presenza in area e flessibilità tattica.
Un centravanti adatto a più soluzioni
Retegui rappresenta un identikit che si avvicina molto alle necessità attuali del Milan. Può giocare da riferimento offensivo in un 3-5-2, venendo incontro alla squadra e facendosi trovare pronto sui cross che arrivano dalle fasce, ma allo stesso tempo sa dialogare con i compagni e aprire spazi per esterni e trequartisti come Leao, Pulisic e Nkunku. La sua presenza consentirebbe di schierare un attacco a due in determinate fasi della partita. Retegui, inoltre, ha già dimostrato di potersi muovere con efficacia sia in un reparto offensivo a tre sia in una coppia d'attacco.
Qualità tecniche sì, ma pesa l'ingaggio
Dal punto di vista tecnico, il profilo di Mateo Retegui convince. Il nodo vero riguarda però l'aspetto economico. Per accettare l'offerta araba, l'attaccante italo-argentino ha firmato un contratto da 20 milioni netti a stagione, cifre fuori portata per i parametri rossoneri. L'unica strada percorribile sarebbe una rimodulazione totale dell'ingaggio, ipotizzando un accordo pluriennale da circa 5 milioni netti più bonus. Ed è proprio qui che si gioca la partita più complicata.