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Per tornare competitivo il Milan deve partire da queste priorità

di Lorenzo De Angelis

La prossima estate il Milan dovrà limitarsi a ritoccare la rosa: dovrà rifarla nei punti chiave. per essere competitivo davvero, in Italia e in Europa (in quella che conta si spera), non serviranno scommesse da laboratorio o colpi scollegati tra loro. Serviranno certezze, personalità e giocatori funzionali a un'idea chiara. E quest'idea dovrà avere un solo regista: Massimiliano Allegri. Se il club scaccerà via le voci relative alla Nazionale e deciderà di affidarsi a lui, dovrà accontentarlo fino in fondo e senza scuse, altrimenti sarà il solito mercato rumoroso e inconcludente. 

In difesa serve un capo, non un rincalzo mascherato 

Tra i reparti da rinforzare c'è anche la difesa. Al Milan serve un centrale esperto, uno che comani, legga, sistemi e trascini i propri compagni. Pavlovic e Gabbia hanno dato risposte importanti in questa stagione, ma non basta. Per alzare il livello, soprattutto nelle notti europee, serve un difensore vero, uno che dia ordine e leaderhip. De Winter? Ottima alternativa, ma quest'anno ha troppe volte dimostrato di essere discontinuo. Utile in rotazione, ma non il profilo su cui costruire la nuova retroguardia. Se vuoi fare il salto, lì devi mettere un uomo che sposti gli equilibri, un po' come fatto con Modric in mezzo al campo. 

Esterno, mezzala e centravanti: qui si decide il futuro

Poi c'è la fascia, altro punto scoperto, soprattutto se si vuole andare con il 4-3-3. Serve un esterno affidabile, che sia toerzino o uomo di centrocampo, ma che abbia corsa, letture e continuità. In mezzo, invece, il Milan deve smetterla di pensare in piccolo: un profilo alla Goretzka sarebbe perfetto, e farebbe bene ad accelerare subito, perché di centrocampisti così, eperti e completi, il mercato non ne regala molti. E davanti basta equivoci: serve una prima punta vera, pesante, decisiva. È semplicemente inaccetabile che tra Gimenez, Nkunku e Fullkrug non si arrivi a 10 gol in stagione. Senza leader dietro, gamba in mezzo e gol davanti, non si va da nessuna parte. E il Milan, questo, dovrebbe averlo capito da un pezzo, anche perché Allegri non chiede altro. 


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