Pazzini a 360°: "Sanno tutti chi è la talpa all'Inter. Nello scambio ho fatto io l'affare. Monto migliore amico. Il mio sogno..."
Giampaolo Pazzini è stato ospite a Undici, trasmissione di approfondimento calcistico condotta da Pierluigi Pardo su Italia 2. Sono stati rivelati alcuni aneddoti, si è parlato della stagione rossonera e della carriera dell'attaccante toscano:
Sul perchè dell'esultanza a gabbiano contro la Lazio: "Me lo stanno chiedendo, mi stanno prendendo in giro i compagni, ma è stata una cosa istintiva, non lo so".
Sulla svolta della stagione: "E' stato un inizio di stagione molto difficile, si è cambiato tanto e c'era poca autostima e zero entusiasmo. I risultati non arrivavano ed era molto difficile. Il pareggio in rimonta a Napoli e la vittoria contro la Juve ci hanno dato fiducia. Manca ancora tanto e dobbiamo continuare così".
Sui gol segnati in questi mesi: "Li ricordo tutti molto volentieri, però il secondo con il Bologna è stato molto bello. Il Bologna? Quest'anno è andata molto bene, ma gli altri mica tanto. Mi ricordo bruttissime partite a Bologna, va bene così".
Sulla poca considerazione negli ultimi due anni: "I numeri spostano in tante maniere. Lo scorso anno all'Inter è stata un'annata brutta, ma ho fatto tanti gol all'inizio. Prima di questa doppietta si parlava poco di me, ma più di altri che avevano segnato meno. Ma io avevo fatto 10 gol. Ho molto equilibrio, voglio continuare così per i miei compagni e per la società".
Sui contatti in passato con Juventus e Napoli: "La Juventus? Con Marotta ho avuto un bel rapporto perchè lo conosco dai tempi. Di chiamate dirette non ce ne sono mai state, ma in alcune sessioni di mercato siamo andati vicini, alla fine non si è concretizzato. Il Napoli? Qualcosa c'è stato sia quest'estate, sia qualche anno fa".
Su Balotelli: "Lo conoscevo già dai tempi della Nazionale. Penso che sia un personaggio più costruito, Mario l'ho sempre visto un ragazzo tranquillo, ha delle stravaganze, ma niente di negativo".
Sull'uscita di informazioni sul diverbio Cassano-Stramaccioni: "Lo sanno tutti chi è stato, ma non lo dico".
Su Cassano: "Chi ha fatto l'affare? Questa cosa fa parte del contorno, di sicuro l'affare l'ho fatto io, sono contento, mi godo questa fantastica squadra e spero di far bene qua. Non l'ho sentito, è brutto e ingiusto dare delle opinioni se le cose non si sanno veramente bene".
Sugli anni alla Sampdoria con Cassano: "Sono stati due anni molto belli, ci siamo divertiti moltissimo io e lui. Ma anche tutti i miei compagni, siamo stati un bel gruppo e ci siamo tolti tante soddisfazioni".
Sulla vittoria dell'Inter a Catania: "Doveva vincere per stare attaccata. Hanno fatto sicuramente una bella vittoria".
Su Favini: "E' stata una persona molto importante, mi ha fatto crescere, facendomi diventare un calciatore. Devo dirgli solo grazie, perchè oltre ad essere un grande conoscitore di calcio è una grande persona".
Su Montolivo: "Lui e Montolivo sono i migliori amici che ho nel calcio. Con Monto abbiamo fatto il settore giovanile insieme, la prima squadra insieme, ci siamo ritrovati alla Fiorentina, in Nazionale e al Milan, ne abbiamo passate tante".
Su Wembley: "All'inaugurazione di uno stadio così importante, non solo ho avuto la fortuna di fare il primo gol, ma addirittura tre... Quest'anno c'è qualcosa che mi interessa a Wembley? Sicuramente non è un concerto... (ride ndr.). Sarebbe un sogno, non ci voglio pensare".
Su Prandelli: "L'ho avuto tanti anni a Firenze, poi ci siamo divisi. L'ho ritrovato in Nazionale, ci siamo ridivisi. Lo conosco molto bene, lui conosce molto bene me".
Sulla finale di Coppa Italia contro la Lazio: "Abbiamo perso ai rigori. E' stata una serata fantastica, avevamo eliminato l'Inter e sarebbe stato magnifico per noi e per i tifosi vincere. Ai rigori una volta va bene e una volta va male, a noi è andata male".
Sui gol contro la Roma nel 2010: "Nel primo tempo potevamo perdere due o tre a zero, nel secondo tempo abbiamo fatto una grandissima rimonta e abbiamo capito di poter arrivare in Champions. Per cullare quel sogno dovevamo vincere. C'era uno stadio pronto alla festa e se la Roma avesse vinto quella partita avrebbe conquistato lo scudetto".
Sul quarto posto con la Samp: "Il nostro scudetto alla Samp è essere arrivati quarti. E' stata un'annata incredibile, una cavalcata sin dall'inizio. Mi ricordo la festa della gente, è stata una bellissima soddisfazione. Purtroppo poi non siamo riusciti a qualificarci per i gironi, ma quello è stato un giorno bello per noi, per il presidente e per i tanti sampdoriani".
Sull'eliminazione ai preliminari col Werder: "Non è stata la ciliegina sulla torta. Un grande rammarico, perchè quella squadra si meritava di fare la Champions, anche dopo due partite del preliminare fatte perfettamente. Si vede che doveva andare così".
Sull'arrivo a Inter e la doppietta al Palermo: "Nei debutti sono stato sempre abbastanza fortunato. Una giornata bella, perchè la squadra perdeva 2-0, ho fatto una doppietta e ho conquistato un rigore".
Sull'addio all'Inter: "Il modo in cui è finita la mia avventura all'Inter ha condizionato le opinioni su certe pesone. Dopo quello che ho passato, è arrivata una società importante, la più titolata al mondo che mi ha dato fiducia, ho trovato uno staff e un mister importanti, dei compagni che mi hanno aiutato fin da subito. Per questo ho detto che io ho fatto l'affare, spero di fare bene e ripagare tutta la fiducia".
Sul ritorno a Barcellona: "E' normale che quella partita è nella mente di tutti, ma fortunatamente prima ne abbiamo un'altra. Il pensiero c'è, dopo il risultato dell'andata abbiamo tanto da perdere. Me la immagino lunga, una di quelle serate che sogni. Andare a Barcellona, in uno stadio pieno e in vantaggio 2-0, è una notte che sogni fin da bambino".
Sulla partita tattica al Camp Nou: "Sappiamo che il Barcellona cercherà più la profondità di quanto abbia fatto a Milano. Siamo stati bravi a stare corti. Non siamo una squadra portata a difendersi, dovremo andare là e cercare di fare un gol".
Su Pato: "Sinceramente non l'abbiamo più sentito per questioni logistiche. Dal vivo è forte forte, ma è stato veramente sfortunato. Ha avuto una serie infinita di infortuni, non era facile perchè ogni volta che tornava doveva dimostrare".
Sulle qualità da attaccante: "Il colpo di testa è una dote che ho sempre avuto, perchè sono abbastanza tempista. Non sono Messi, ma ho anche delle altre qualità".
Sull'undici preferito: "Abbiati; Maicon, Dainelli, Nesta, Maldini; Palombo, Montolivo, Iniesta; Pazzini, Toni, C.Ronaldo".