.

Pavlovic upgrade, Gabbia garanzia. Ma sul mercato servirà intervenire: Gila il nome forte

di Francesco Finulli

Se riavvolgiamo il nastro di un anno circa, dopo 30 giornate di Serie A troviamo un Milan nono con 47 punti e 35 gol subiti, una delle peggiori difese della prima metà di graduatoria. Oggi, dopo lo stesso numero di turni, i rossoneri sono secondi con ben 16 punti in più e 11 gol incassati in meno. Il dato sulle reti subite è cruciale perché rende conto dello straordinario lavoro che ha fatto Massimiliano Allegri, capace di rendere la retroguardia rossonera equilibrata e compatta come non lo era da tempo. 

Upgrade e garanzia

Se guardiamo la rosa del Diavolo, la difesa è praticamente la stessa dell'anno scorso: il Milan, anzi, ha perso Malick Thiaw e lo ha sostituito con Koni De Winter, un giocatore meno esperto e con meno minuti di peso nelle gambe. L'impatto di Allegri si misura anche da questo dato, essere riuscito a far emergere le qualità dei giocatori a disposizione. Il singolo più cresciuto è senza dubbio Strahinja Pavlovic: lo staff del tecnico livornese è riuscito a disciplinarlo tatticamente e a renderlo meno grezzo, dandogli anche l'opportunità di essere l'uomo in più nella manovra offensiva. Non è un caso che sia già a quota 4 gol in campionato. Al suo fianco, al netto del recente infortunio, Matteo Gabbia si è dimostrato la solita garanzia, come lo era già stato la scorsa stagione: giocatore solido, ordinato e soprattutto ormai riconosciuto come leader nello spogliatoio. Quest'anno si è rivisto anche un Fikayo Tomori su livelli interessanti, la convocazione in Nazionale di questi giorni lo testimonia, e un Koni De Winter che è cresciuto alla distanza partita dopo partita. Chiude il reparto il giovanissimo David Odogu, ancora acerbo per stare in campo con continuità.

Intervenire sul mercato

Nonostante il buon rendimento di questo reparto difensivo, con il massimo rispetto per tutti i giocatori coinvolti, sarà necessario in estate rinforzare con un nome importante la retroguardia rossonera. In primis perché, salvo clamorosi disastri, una qualche forma di Europa arriverà a Milanello e le partite saranno molto di più in calendario, troppe per soli 5 giocatori nel roster. In secondo luogo perché la squadra deve crescere e inserire almeno un giocatore di buon livello non può che essere un punto a favore oltre che uno stimolo per i compagni di reparto. Bisognerà dotare Massimiliano Allegri di tutti gli strumenti necessari per fare uno step ulteriore, fidandosi anche del suo consiglio che spesso gli ha dato ragione: il caso Adrien Rabiot è più che emblematico. In queste settimane il nome più caldo e forte sembra essere quello di Mario Gila. Lo spagnolo classe 2000 è stato portato alla Lazio da Igli Tare che lo conosce bene: è il perno della difesa biancoceleste e ormai è un profilo esperto per il campionato italiano. In questo senso si supererebbe l'ostacolo dell'ambientamento: il centrale va in scadenza nel 2027. Indipendentemente se sarà Gila o un altro, l'obiettivo è uno: mettere a disposizione di Max tutte le armi necessarie per far tornare il Milan grande.


Altre notizie
PUBBLICITÀ