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Modric-dipendenza: Allegri e compagni in pressing per far restare Luka

di Francesco Finulli

Luke Modric domenica sera, nella vittoria contro l'Inter per 1-0 nel Derby di Milano, ha regalato ancora emozioni fortissime ai tifosi rossoneri che hanno il privilegio di vederlo giocare con la propria maglia: qualità immensa e quantità infinita sul prato di San Siro, leadership nel tenere sulle spine i compagni, gioia sfrenata al triplice fischio. Il fuoriclasse croato, nonostante i 40 anni di età, si sta rivelando l'uomo in più di questa stagione. A Milanello lo hanno capito dal primo giorno e spingono perché possa rimanere.

Pressing

Così come Modric è andato a pressare chiunque avesse il pallone tra i piedi domenica sera, allo stesso modo Allegri, lo staff e i compagni di squadra sono in pressing su Luka per convincerlo a restare anche l'anno prossimo. O almeno questo è quello che scrive la Gazzetta dello Sport questa mattina. L'estate scorsa il numero 14 rossonero ha firmato un contratto di un anno con opzione per il secondo, da far scattare dietro sua volontà. Di mezzo ci sarebbe il Mondiale, appuntamento a cui Modric tiene moltissimo perché l'ultimo con la maglia del suo paese a cui ha legato tanti successi importanti negli anni. Dopo il Derby Modric ha glissato sul suo futuro: "Non ci penso: ho in testa solo il lavoro da fare". Sicuramente nella quotidianità Allegri e i suoi compagni ci parlano: decidere per un mostro sacro del genere è impossibile, farlo sentire importante è doveroso e potrebbe aiutare.

Pallone d'Oro

Il club ovviamente ha compreso subito l'importanza di avere una personalità del genere nello spogliatoio e anch'esso spingerà per far restare Modric: senza forzare però, perché un giocatore così ha il via libera per muoversi in autonomia su queste scelte. Sicuramente da via Aldo Rossi preferirebbero sapere prima del Mondiale la decisione di Luka ma al tempo stesso sapranno aspettare anche un pochino oltre. In tutto questo il croato è legatissimo al mondo rossonero ed è super dedito alla causa. A dimostrazione di questo la rosea riporta della volontà del giocatore di prestare per un po' il suo Pallone d'Oro al Museo di Casa Milan, come aveva fatto van Basten. Un segno di gratitudine e riconoscenza ma anche di profonda unione con i colori rossoneri e i tifosi.


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