Milan su Iraola: tutto sull'allenatore basco che si sente ancora un calciatore
Cardinale, stando a quanto emerge dalla sua comunicazione zoppicante, non ne poteva più di un Milan che giocava per non perdere. Via Massimiliano Allegri, che oltre a offrire un "non-gioco" ha anche fallito l'obiettivo Champions League: Zlatan Ibrahimovic ha spinto molto per interrompere il rapporto con il tecnico livornese. Ora è tempo di scelte e decisioni: Cardinale vuole un allenatore offensivo, che controlli il gioco: l'ha definito uno "alla Fabregas", ma non sarà ovviamente l'allenatore del Como. Le tempistiche dovrebbero essere tra i 7 e i 10 giorni, ma intanto sembra già esserci un nome forte, con Ibrahimovic che dovrebbe incontrarlo a Londra nelle prossime ore: Andoni Iraola.
CHI È ANDONI IRAOLA: LA STORIA DA ALLENATORE
Nato il 22 giugno 1982 a Usurbil, in Spagna, Iraola ha una storia calcistica di una certa importanza nell'Athletic. Orgoglioso delle sue 510 partite nel Bilbao da terzino, fa parte della nuova generazione basca di allenatori in ascesa: Xabi Alonso ed Arteta aprono le fila. Inizia ad allenare nel 2018 a Cipro con l’AEK Larnaka, dove viene esonerato dopo 12 vittorie, 9 pareggi e 8 sconfitte. Al primo anno in panchina raggiunge comunque i gironi di Europa League e vince la Supercoppa di Cipro, al momento l'unico trofeo conquistato in panchina.
Il richiamo della Spagna è fortissimo, nella stagione 19/20 allena il Mirandés, in Segunda Division. Fa una campagna di livello in Copa del Rey, arrivando in semifinale dopo aver eliminato squadre Celta Vigo, Siviglia e Villarreal, perdendo poi contro la Real Sociedad. Dal Mirandés al Rayo Vallecano, dove al primo anno raggiunge la promozione in Liga attraverso i play off. Nella prima serie spagnola chiude al dodicesimo e all'undicesimo posto, togliendosi comunque la soddisfazione di battere il Barcellona di Xavi e il Real Madrid di Ancelotti.
I tre anni al Rayo gli valgono la chiamata in Premier League: Iraola diventa allenatore del Bournemouth dal primo luglio 2023. Eredita una squadra che aveva terminato al quindicesimo posto, lui finisce prima dodicesimo, poi nono e quest'anno sesto: conquista così la prima qualificazione europea per le Cherries in 126 anni di storia. Ad aprile annuncia che a fine stagione, adesso, avrebbe lasciato il club.
CHI È ANDONI IRAOLA: COME GIOCA
Il tecnico basco è il prototipo dell'allenatore moderno: dà grande importanza al gioco sulle fasce (sia con i terzini che con gli esterni), è molto verticale e diretto, incoraggia la riconquista alta del pallone, sa adattarsi molto bene ai calciatori che ha a disposizione cambiando alcuni meccanismi di conseguenza, ma mai la sua identità. Di contro, ha una fase difensiva decisamente migliorabile: è dovuto sicuramente dal livello dei giocatori allenati finora, ma ha sempre subito parecchi gol. Segnandone però spesso almeno uno in più. Moduli di riferimento? 4-2-3-1 e 4-3-3. Valorizza ampiamente i calciatori offensivi e gli esterni. Ha avuto un ottimo giro palla in uscita sia quando aveva a disposizione Huijsen, praticamente un difensore con i piedi di un centrocampista, e sia con Senesi, meno abile in avvio di manovra dell'ex compagno spagnolo. Sfrutta molto bene l'ampiezza del campo e chiede ai centrocampisti di riempire l'area di rigore.
CHI È ANDONI IRAOLA: TUTTE LE CESSIONI ECCELLENTI
Nei suoi anni al Bournemouth Iraola ha avuto per le mani grandi talenti, ma sempre per poco. Nell'estate 2024 ha salutato Dominik Solanke, ceduto al Tottenham (64 milioni) dopo aver segnato 19 gol in Premier. L'estate scorsa sono partiti Zabarny (al Psg per 63 milioni), Huijsen (al Real Madrid per 62), Kerkez (al Liverpool per 47) e Ouattara (al Brentford per 43 milioni). E non è finita qui: a gennaio 2026 ha dovuto accettare anche la cessione di Antoine Semenyo, vera superstar della squadra, per 72 milioni al Manchester City. A fine anno, dicevamo, è arrivato sesto e si è qualificato in Europa League.
CHI È ANDONI IRAOLA: LE CURIOSITÀ SUL BASCO
Ha sempre con sé il suo taccuino, su cui si annota tutto. È stato allenato per due anni dal Loco Bielsa. Al Bournemouth, e Semenyo l'ha raccontato divertito, non concedeva giorni di riposo durante la settimana. Dopo il matchday anche chi aveva giocato doveva presentarsi al centro sportivo e fare 30-40 minuti di lavoro. È un grande appassionato di letteratura: il suo libro preferito è Frankenstein di Mary Shelley, con la scrittrice britannica sepolta proprio a Bournemouth. Quando il basco l'ha scoperto è andato a visitare la chiesa dove sono conservati i resti.
Impossibile non notare i cerotti che ha sulle dita. Iraola ha ammesso serenamente che si tratta di scaramanzia: "Sono una persona scaramantica. Ho diverse superstizioni che naturalmente non hanno nessun valore e non hanno alcun senso. Ne ho diverse, mi metto un cerotto al dito come facevo quando ero un calciatore. Poi ho gesti che faccio involontariamente in partita ma sono consapevole che non significano nulla".
Altra curiosità? È impressionante la sua somiglianza con Alfred Molina, attore che ha interpretato il Dottor Octopus nello Spider-Man di Sam Raimi.
È un personaggio particolare, schietto e che punta molto sul rapporto con i giocatori. Dice: "Allenatore? Per descrivermi sceglierei un’altra parola: sono un assistente dei calciatori. Mi sento ancora calciatore”.