Milan, prendi esempio dall'estate 2010. O tornare subito a vincere è un pensiero solo dei tifosi?
7 maggio 2011, stadio Olimpico, il Milan pareggia 0-0 contro la Roma e si laurea campione d'Italia con due giornate di anticipo. In panchina quel giorno c'era Massimiliano Allegri che era alla sua prima prima esperienza sulla panchina milanista. Oggi, alla guida del Diavolo, c'è nuovamente il tecnico livornese, ma tante cose sono cambiate, in primis l'ambizione del club di via Aldo Rossi che viene accusato dai tifosi di pensare più al bilancio che ai trofei.
DOV'E' LA VOGLIA DI VINCERE? - Anche se a parole viene detto il contrario, i fatti dimostrano che oggi il primo pensiero a Casa Milan non è più vincere, ma l'importante è arrivare tra le prime quattro per incassare i milioni della Champions League e tenere così i conti a posto. Un esempio? A gennaio Allegri, che nonostante una rosa nettamente inferiore ad altre squadre come Inter e Napoli era riuscito nell'impresa di essere in corsa per lo scudetto (alla fine del girone di andata il Diavolo era a -3 dall'Inter capolista e a + 3 dal Napoli che era terzo), ha chiesto dei rinforzi per provare a lottare per davvero fino alla fine per la vittoria del campionato. Da via Aldo Rossi gli hanno però risposto che non c'erano soldi e così il livornese si è accontentato di prendere solo Niclas Fullkrug in prestito. Peccato che poi negli ultimi giorni di mercato sono "spuntati" improvvisamente 40 milioni di euro per prendere Mateta senza che Allegri sapesse nulla. Perchè quei soldi non sono stati usati prima per accontentare le richieste di Max che voleva un attaccante e un difensore con cui poter competere fino alla fine con Inter e Napoli?
OBIETTIVO CHAMPIONS - La stagione è andata avanti e ora il Milan è quarto in classifica a due giornate dalla fine del campionato. Nonostante gli ultimi risultati negativi (7 punti nelle ultime 8 giornate), la qualificazione in Champions League è ancora possibile e dipende solo dai rossoneri a cui bastano due vittorie contro Genoa e Cagliari per avere la certezza di arrivare tra le prime quattro. E poi cosa succederà? Si proverà a fare un passo in avanti e provare a rendere di nuovo vincente il Diavolo oppure i tifosi rossoneri si dovranno rassegnare a vedere gli altri alzare trofei e festeggiare? Due anni fa l'Inter ha vinto lo scudetto della seconda stella in un derby, un'umiliazione che purtroppo nessun milanista si dimenticherà mai, eppure poi non è stato fatto nulla per cercare di ribaltare la situazione. Succederà la stessa cosa quest'anno o si proverà a cambiare la storia?
L'ESEMPIO DEL 2010 - Prendiamo l'esempio di 15 anni fa: dopo il Triplete dell'Inter, la risposta del Milan di Silvio Berlusconi fu un mercato estivo importante che aveva un solo obiettivo, cioè tornare subito a vincere. In quella campagna acquisti estiva arrivarono Kevin Prince Boateng, Robinho e soprattutto Zlatan Ibrahimovic. Senza dimenticare che a gennaio sbarcarono poi a Milanello due certezze come Mark van Bommel e Antonio Cassano, presi entrambi per dare una rosa ancora più competitiva per Allegri per vincere lo scudetto. E così è stato. Ecco, forse in via Aldo Rossi dovrebbero prendere d'esempio quello che è successo in quella stagione e ascoltare le richieste del tecnico livornese. Solo così si può pensare di tornare a vincere, sempre se non sia una cosa che interessa solo ai tifosi.