Milan, caos senza fine: nuova rivoluzione in arrivo, con la Champions che può cambiare tutto
Il caos Milan sembra non avere mai fine. L'ennesima rivoluzione societaria è alle porte, con Gerry Cardinale chiamato a ridisegnare il futuro del club in un momento delicatissimo. Sullo sfondo resta la qualificazione alla prossima Champions League, diventata ormai decisiva non solo per la stagione sportiva, ma anche per la libertà di movimento sul mercato e per gli equilibri interni.
Il crollo ha riaperto tutte le crepe
Il crollo verticale della squadra di Massimiliano Allegri in questa seconda parte di stagione ha riaperto crepe che sembravano soltanto nascoste dai risultati. Dopo il derby vinto lo scorso 8 marzo, il Milan sembrava in pieno controllo della corsa Champions. Oggi, invece, rischia di buttare addirittura via tutto, a due curve dal traguardo. E così tornano a galla tensioni, rapporti complicati e responsabilità diffuse. Allegri, Tare e Furlani non sono più certi del proprio futuro, con il direttore sportivo che in realtà è già certo di un addio. Il tecnico aveva coperto molte fragilità con il rendimento della squadra, ma quando i risultati sono venuti meno il sistema ha mostrato di nuovo tutta la sua instabilità. Da Elliot a RedBird il Milan ha cambiato troppe figure apicali trovando pochissima continuità, che nel calcio è un bene.
Summit di Londra: Cardinale studia la nuova linea di comando
Il summit di Londra dell'altra giorno tra Cardinale, Furlani, Ibrahimovic e Calvelli può essere letto proprio in questa direzione: il proprietario del Milan vuole entrare con più decisione nella vita del club. L'addio di Tare è oramai deciso, mentre resta da capire il destino di Allegri e soprattutto quello di Giorgio Furlani. L'amministratore delegato è contestato dal proprio pubblico ed è in bilico, ma non ancora fuori dai giochi, anche perché starebbe già ragionando sul futuro e su Tony D'Amico come possibile nuovo ds. Ibrahimovic, invece, spinge per ottenere più potere nell'area tecnica insieme a Moncada. Ma se Furlani dovesse restare, accetterebbe un ridimensionamento della sua posizione? Il Milan è dunque di nuovo davanti a un bivio: cambiare tutto e ripartire o continuare a galleggiare nel caos.