Un mese di casting per non prendere nessuno. Milan, quanto tempo perso...
Il 24 maggio il Milan ha perso contro il Cagliari a San Siro e così non si è qualificato alla Champions League 2026-2027. Il giorno dopo Gerry Cardinale, molto deluso per il fallimento sportivo della squadra rossonera, ha deciso in un colpo solo di azzerare la dirigenza, cacciando l'ad Giorgio Furlani, il dt Geoffrey Moncada e il ds Igli Tare, e di esonerare l'allenatore Massimiliano Allegri. Da quel momento sono iniziati i casting per trovare i loro sostituti: contatti e incontri portati avanti dallo stesso patron milanista, da Massimo Calvelli e da Zlatan Ibrahimovic. I nomi che sono stati valutati sono stati tanti, ma alla fine, dopo quasi un mese e diversi no ricevuti (Iraola, Rangnick e Krosche), Cardinale ha deciso di non prendere nessuno di nuovo e di completare il nuovo organigramma milanista con figure già presenti nel club di via Aldo Rossi.
MILAN, LA RIVOLUZIONE DI CARDINALE? NO, SOLO UNA RIORGANIZZAZIONE
La grande rivoluzione si è trasformata quindi in una semplice riorganizzazione. E a questo punto sorge spontanea una domanda: ma perchè queste decisioni non sono state prese subito? Il Milan ha di fatto solo perso tempo, quasi quattro settimane di casting in cui tutto è rimasto bloccato, compreso il mercato, per non prendere nessuno di nuovo. Vero che il Mondiale sta rallentando tutto, ma è innegabile che il Diavolo partirà con colpevole ritardo nella programmazione della nuova stagione. Le cose da fare sul mercato sono tante e ad oggi nella squadra rossonera ci sono davvero poche certezze.
IL NUOVO MILAN DI CARDINALE: MANCANO UOMINI DI CALCIO
I dubbi sono tanti anche in società dove è vero che ora c'è finalmente una struttura sportiva, ma le incognite sono diverse. Quella più evidente è che manca per esempio un vero uomo di calcio in dirigenza: Cardinale ha infatti preferito puntare più su figure che sono brave con i dati e con i numeri, piuttosto che su persone che conoscono bene questo sport. Ovviamente per capire se avrà avuto o meno ragione dipenderà tutto dai risultati che arriveranno, ma i dubbi sono veramente tanti, soprattutto tra i tifosi che sono giustamente preoccupati.
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