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Leao tra numeri e dubbi: il Milan si aggrappa ai gol, ma l’equilibrio resta un tema

di Lorenzo De Angelis

Da quando è arrivata la discussa sostituzione in Lazio-Milan, seguita dallo sfogo nei confronti di Pulisic e poi dal chiarimento a Milanello, attorno a Rafael Leao si sono riaccesi interrogativi pesanti. Il tema è sempre lo stesso: il portoghese è ancora centrale nel progetto rossonero? E soprattutto, il Milan deve continuare a puntare su di lui come riferimento offensivo? Le risposte definitive le darà il campo, ma alcuni dati raccolti fin qui in stagione aiutano già a delineare un quadro piuttosto chiaro. 

I gol ci sono, ma il contributo collettivo pesa meno

Sul piano realizzativo, Leao resta uno dei riferimenti offensivi principali della squadra. In campionato ha già raggiunto 9 reti, a cui va aggiunto un gol in Coppa Italia, numeri che lo collocano in vetta tra i marcatori rossoneri insieme a Pulisic (fermo a 8). Rispetto alla scorsa stagione il suo bottino sotto porta è migliorato, anche se il ruolo più centrale e i rigori calciatori incidono inevitabilmente nella lettura del dato. Dove invece emerge un calo evidente è nella rifinitura: gli assist sono diminuiti e questo racconta una partecipazione meno continua allo sviluppo del gioco offensivo. 

Con Leao il Milan è più imprevedibile, ma anche più esposto

Le statistiche di squadra confermano una realtà oramai abbastanza chiara: con Leao in campo, il Milan diventa un gruppo più aperto, più sbilanciato, più difficile da controllare nel bene e nel male. I rossoneri producono meno xG (1,70 quando gioca, 2,16 quando manca) senza riuscire a compensare in fase difensiva, dove il dato sugli xGA (1,32 quando c'è lui in campo, 0,45 quando non c'è). e sui tiri concessi cresce in maniera sensibile. Va detto che il portoghese ha giocato spesso contro avversari di livello più alto, ma il quadro complessivo suggerisce comunque che la sua presenza aumenti sia il potenziale offensivo che i rischi. In sostanza, Leao resta un talento capace di spostare gli equilbri, ma anche un giocatore che obblica la squadra a convincere con una quota più alta di instabilità. 


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