Leao, i continui problemi limitano lo strapotere fisico. Qual è la migliore strategia per tornare al top?
Allegri non perde occasione per ribadirlo e l'ha fatto anche nell'ultima conferenza pre partita: Rafa Leao non è ancora al meglio fisicamente e sta convivendo con questi dolori nella zona adduttoria. Tradotto: ci sono infiammazioni che vanno e vengono e c'è anche il rischio, se la situazione viene gestita male, che si sfoci nella pubalgia.
Il numero 10 del Milan, che ha saltato già un mese abbondante ad inizio stagione a causa dell'infortunio al soleo del polpaccio sofferto in Milan-Bari di Coppa Italia, sta comunque dando la sua disponibilità per essere a disposizione e dare una mano alla squadra. Nonostante i problemi fisici ci sta riuscendo: complice la nuova posizione in cui lo sta provando Allegri quest'anno, il portoghese ha dimostrato di poter incidere anche se è a mezzo servizio. Gol, rigori, assist per mettere in porta i compagni ma anche qualche difficoltà di troppo nel giocare spalle alla porta contro un certo tipo di avversari: a Roma si è visto molto bene.
Nei suoi anni rossoneri Rafa ha abituato tutti troppo bene con le sue sgasate a 100 all'ora sulla fascia e i suoi dribbling brucianti: un vero e proprio cheat code che, va sottolineato, non è di certo la normalità. Si sta vedendo ora: con questi dolori da gestire Leao non scatta più, non è più quell'ira di Dio che a campo aperto faceva venire la tremarella agli avversari. È encomiabile come stia cercando comunque di dare una mano in un momento in cui Allegri ha bisogno di lui visto che anche Pulisic e Fullkrug, per motivi diversi, non sono al 100%. Max continua a metterlo in campo perché è convinto che con la sua qualità può essere comunque decisivo, come è successo per esempio a Como in occasione del primo gol di Rabiot: lì Rafa ha servito il francese con un palla filtrante da trequartista puro.
Da Roma a Bologna passeranno diversi giorni, così come da Bologna a Pisa: è un'occasione per Leao per rimettersi, o almeno provarci, in sesto al 100%. E se non ci riuscirà bisognerà riflettere bene: il numero 10 è forte anche quando è a mezzo servizio, ma non è meglio prendersi una piccola pausa per poi tornare in campo senza problemi e ricominciare a scatenare il panico tra gli avversari?