La stagione di Saelemaekers: l'equilibratore deve ritrovare il suo equilibrio
Dopo due anni in giro per l'Italia, prima a Bologna e poi a Roma, la scorsa estate Alexis Saelemaekers è tornato a Milanello per rimanere. Il feeling giusto si è creato fin dal primo giorno, tant'è che il belga, era il 7 luglio, parlava così ai canali ufficiali del club: "Adesso sono qua per rimanere. Sono contento di essere tornato, mi è mancato. Adesso andiamo a fare qualcosa di grande quest’anno. È stata un’esperienza per me andare in prestito in altri club, mi ha fatto crescere anche questo. Ho questa sensazione di riprendermi qualcosa qui e spero di farlo con tutta la squadra. È sempre bello rivedere tutta la gente qua di Milanello, è come una famiglia. Sono contento anche per questo”.
Arrivato dal belgio poco più che ragazzino, gli va riconosciuto che negli anni Alexis è stato uno dei pochi a capire veramente l'importanza della maglia che indossa: questo è un discorso che va oltre qualità e rendimento ed è impossibile non riconoscerglielo. Ed è soprattutto per questo che, a differenza di altri calciatori "lasciati andare" dal club lui ora è ancora qua, addirittura diventando un pezzo importante dello scacchiere di Max Allegri.
Proprio al termine dell'ultima partita, quella contro il Torino a San Siro, il tecnico livornese ha riconosciuto l'importanza del belga a prescindere dal tipo di schieramento utilizzato in partita: "Il giocatore di equilibrio nostro è Saelemaekers", ha detto Max rispondendo alle domande di DAZN. "Quando difendiamo deve fare il quinto, quando attacchiamo deve fare il terzo d’attacco. Ogni tanto arriva in fondo alla partita anche un po’ cotto".
In questa frase c’è la definizione perfetta del numero 56. Per caratteristiche, impegno e indole è l'unico che al momento può offrire quel tipo di lavoro a tutta fascia. Athekame sta entrando bene, ma è ancora acerbo e soprattutto gioca spesso da terzino, subentrando a partita in corso in momento di particolare spinta offensiva da parte della squadra. Pulisic non ha la gamba, il fiato e le conoscenze tattiche per giocare in quella posizione, sarebbe incredibilmente sprecato, mentre Loftus-Cheek, che al Chelsea in qualche occasione ha anche lui arato la fascia destra, è molto più utile ad Allegri nelle zone centrali del campo.
Saelemaekers è cresciuto molto tecnicamente e anche nelle letture difensive: i due anni in prestito gli sono serviti, anche a livello mentale, per fare quello step in più che gli serviva per fare il titolare del Milan. C'è ovviamente ancora margine; Allegri dice sempre che il mantenimento non esiste, o si cresce o si peggiora. E spazio per migliorare c'è parecchio, soprattutto quando il mister parla di lucidità. Chiariamo però bene: sarebbe l'ultimo step per diventare un giocatore veramente importante, un calciatore che può stare benissimo nel palcoscenico della Champions League. Nel calcio moderno, veloce e fisico, con continui ribaltamenti di fronte, la differenza la fa spesso la lucidità nella scelta. Qui Alexis è ancora un po' carente, soprattutto quando si entra negli ultimi 30 metri di campo, sia per voglia di strafare e sia perché a volte, come ha detto il mister, arriva un po' cotto. A giugno farà 27 anni ed entrerà in una fase fondamentale della carriera: qui i calciatori fanno il definitivo salto di qualità sotto tutti i punti di vista. Siamo sinceramente curiosi di sapere in che direzione andrà Alexis, riconoscendogli comunque un netto miglioramento rispetto alle passate stagioni. L'equilibratore deve riuscire a trovare il suo equilibrio.