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La serata infausta diventa magica: il gruppo conquista l'obiettivo, ora un solo nodo da sciogliere

di Matteo Calcagni

L'avvicinamento a Siena-Milan è stato strano, quasi surreale, tra voci, appelli e previsioni esageratamente ottimistiche. I tifosi rossoneri credevano poco ad una vittoria larga ed aerosa, ma mai si sarebbero aspettati di dover sudare come nelle più calde finali di maggio. La doccia fredda è arrivata al 25', con l'ennesima disattenzione su calcio piazzato della stagione milanista: un must ormai ricorrente, manifestatosi anche nella gara più importante e decisiva. Il gol di Terzi è pesato come un macigno, condizionando mentalmente una squadra così giovane, tesa ed in evidente calo d'ossigeno. A differenza di Milan-Catania, dove la reazione fu rabbiosa e a tratti travolgente, l'undici di Allegri ha faticato molto di più a risfoderare gli artigli, stampandosi più volte sulla folta retroguardia senese. La finestra delle possibilità si è andata restringendosi minuto dopo minuto, diventando quasi uno spioncino a metà secondo tempo: la carambola di rossi, con Ambrosini e Terlizzi espulsi nel giro di un primo, non ha certamente agevolato il Milan, incattivendo una gara che pareva sempre più complicata. Dall'ottantesimo in poi, inaspettata e certamente gradita, si è però manifestata un'incredibile rimonta, tale da rinvigorire l'intero popolo rossonero: prima il rigore conquistato e trasformato da Balotelli, poi la zampata di Mexes, che ha vestito i panni dell'eroe di giornata. Il francese ha segnato due reti in stagione, entrambe pesantissime: quella contro l'Anderlecht in Champions League, decisiva per il passaggio del turno, e quella a Siena, fondamentale per tornare nella massima competizione europea. Festeggiamenti e sorrisi hanno preso il posto delle lacrime, trasformando una serata infausta in un crescendo di gioia. Una vittoria che permetterà a questo gruppo di crescere e proseguire il suo corso, rinforzandosi grazie ad un risultato voluto e conquistato con i denti. Ora resta solo un interrogativo da risolvere: chi guiderà questi ragazzi nella prossima stagione. Allegri si è meritato sul campo la rincoferma, tenendo un ritmo da scudetto per tutto il girone di ritorno dopo la rivoluzione estiva: ora la palla passerà a chi di dovere, ma ora cambiare sarà decisamente più difficile.


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