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La crescita continua, ma il peccato originale resta

di Emiliano Cuppone

La vittoria rossonera contro il piccolo Pescara di Bergodi, certo non un avversario irresistibile, conferma quanto di buono mostrato dalla squadra di Allegri nell’ultimo periodo. Arriva la quarta vittoria consecutiva, record stagionale, giunge grazie ad un primo tempo pressoché perfetto, se non per gli errori di misura che non hanno regalato il raddoppio, con qualche difficoltà nella seconda frazione di gioco, ma gestita con calma dal diavolo.
La crescita è evidente, il Milan si approccia alle gare con una maturità diversa, con un’aggressività a tratti impressionante (vediamo finalmente il centrocampo uscire in maniera ordinata e feroce sulla trequarti avversaria a portare la pressione alta), con una forma fisica straripante. Anche se nel secondo tempo il Pescara è uscito, mettendo in difficoltà il Milan, la squadra ha gestito il momento di massima pressione biancoazzurro con calma, tenendo botta e mettendo al sicuro una partita fondamentale. Il gol di Stephan El Shaarawy è una costante, il risultato potrà anche essere in bilico, ma si ha quasi la certezza che l’italo-egiziano la insaccherà, di fatto regalando maggiore serenità a squadra e tifosi. La difesa è sempre più convincente, a prescindere dagli interpreti, la solidità è evidente, con uno Yepes gigantesco, uno Zapata preciso e puntuale contro il Pescara. Gli esterni sono ficcanti in avanti e coperti in fase difensiva, con la sorpresa Constant (capace di giocate di qualità che non sono da tutti) e l’ormai certezza De Sciglio (maturo come pochi altri a dispetto dell’età) a dare fiducia a tutta la squadra che li cerca con continuità. Ciò che stupisce è la capacità d’incidere di chi subentra dalla panchina, decisivo Boateng ieri per esempio, sempre caricato a pallettoni e capace di dare il contributo sperato da un sempre più puntuale Allegri.
Il toscano ha dato un’identità a questa squadra, ha adottato un impianto di gioco preciso, il gioco cresce a vista d’occhio, ma soprattutto applica una rotazione puntuale e sempre funzionale all’obiettivo. Girano tanto gli attaccanti, eccezion fatta per l’intoccabile El Shaarawy, a centrocampo si è riusciti a sopperire anche all’assenza di Montolivo contro il Toro, di De Jong ieri, dietro la rotazione è continua, fra scelte e necessità, ma sempre con risultati impeccabili.
Unica pecca, non da trascurare, è quella dei calci da fermo. Ancora una rete da calcio di punizione, un altro uomo perso sul taglio ed un gol facile facile per l’avversario. Emblematico come Terlizzi, senza ombra di dubbio il più pericoloso dei suoi, fosse “marcato” da Montolivo, per un miss match tale da divenire ingestibile, a conferma degli evidenti limiti che derivano dalla difesa a zona sui calci piazzati. Un problema da gestire e migliorare, le reti continuano ad arrivare con puntualità disarmante, ecco perché sarebbe forse il caso di tornare alla vecchia cara soluzione a uomo, perché Ibra a svettare sul primo palo non c’è più, la diga è venuta meno e le conseguenze sono drammatiche. Sino ad oggi El 92 e soci d’attacco hanno messo una pezza nella gran parte delle occasioni, ma non si possono chiedere sempre gli straordinari agli avanti rossoneri, con la necessità di porre rimedio a questa emorragia di reti incassate, quasi un peccato originale di un diavolo che non riesce proprio a digerire la partenza dello svedesone che vive a Parigi.


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