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Ipotesi Amorim manager all'inglese. È un rischio: allo United e con Pioli non è andata bene

di Francesco Finulli

Non si sblocca la situazione dirigenti a Casa Milan. Gerry Cardinale ha trovato sì il suo allenatore in Ruben Amorim ma non è riuscito a chiudere per un nuovo Head of Football, nonostante i tentativi concreti e confermati prima con Ralf Rangnick e poi con Markus Krosche. Il primo ha rifiutato, denunciando mancanza di chiarezza nel progetto rossonero, il secondo è stato invitato a declinare dall'Eintracht Francoforte che non ci ha pensato minimamente a liberarlo dal contratto. Con calciomercato e inizio stagione che si avvicinano, si fa anche largo l'ipotesi di Amorim come manager all'inglese.

AMORIM MANAGER ALL'INGLESE

Attualmente, senza alcun dirigente capo nell'area tecnico-sportiva, al Milan sono le figure che già erano presenti nel CdA o nella società con vari ruoli ad aver assunto il controllo delle operazioni. C'è Massimo Calvelli, consigliere, che ha ereditato le deleghe di Giorgio Furlani come CEO de facto; c'è Jovan Kirovski che sta mandando avanti le trattative necessarie, come quella del controriscatto di Camarda o le due chiuse da Milan Futuro in uscita per Chaka e in entrata per Guernier; c'è Bobby Gardiner che si prepara, da analista dati, a diventare il capo dell'area scouting. In questo contesto si inserirà Ruben Amorim che si aspettava, quando è stato annunciato, di avere al suo fianco almeno Krosche o Hardung. Visto il quadro generale, non è da scartare l'ipotesi che per il tecnico portoghese venga ritagliato un ruolo alla manager inglese. Dunque potremmo vederlo molto più inserito nelle dinamiche di mercato, in maniera attiva, di quanto lo siano stati Allegri, Conceiçao o Fonseca.

I RISCHI DI AMORIM COME MANAGER: I PRECEDENTI

Temporanea o meno, la possibilità che Amorim agisca come manager all'inglese, attivo nelle operazioni e scelte di mercato, può essere un'arma a doppio taglio. In primis per l'esperienza personale dell'allenatore. Fu Ruben Amorim stesso, lo scorso gennaio dopo un pareggio tra il suo Manchester United e il Leeds, a sbottare con i giornalisti in conferenza stampa e a chiarire il suo ruolo: "Ragazzi, chiariamolo una volta per tutte: sono venuto qui per fare il Manager, non per essere un semplice allenatore. E questo deve essere chiaro. Non sono Tuchel, Conte o Mourinho, ma sono il Manger del Manchester United. E così sarà per 18 mesi, o almeno fin quando il board del club lo vorrà". Neanche 24 ore dopo il Manchester lo ha esonerato. Al di là della coincidenza tra parole e decisione presa dal club, è evidente come in questo ruolo più centrale nella costruzione della squadra Amorim non sia riuscito a costruire delle relazioni sicure e una visione di intenti con il board del club inglese. Di chi sia stata la colpa non possiamo saperlo: il dato di fatto rimane. C'è poi anche una breve esperienza non troppo lontana nel tempo del Milan. Era il 2023, Maldini e Massara erano stati appena messi alla porta: il tecnico Stefano Pioli venne investito della possibilità di intervenire più direttamente con il mercato, lavorando con Furlani e Moncada. Anche in quell'occasione non c'era un direttore sportivo: ci ricordiamo tutti come è finita...


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